‘Tradisco Carta? Impeachment’, Napolitano sfida Pdl dopo accuse

‘Tradisco Carta? Impeachment’, Napolitano sfida Pdl dopo accuse

Roma, 17 ago. (Apcom) – Sale la tensione fra Giorgio Napolitano e il Pdl di fronte agli sbocchi di una eventuale crisi del governo Berlusconi. E’ il capo dello Stato a intervenire nel primo pomeriggio per mettere un freno a quelle che definisce “gratuite insinuazioni e indebite pressioni”. Napolitano prende spunto dalle parole di un deputato del Pdl, Maurizio Bianconi, e da “altre interpretazioni arbitrarie delle posizioni del Presidente della Repubblica”, rilevando come l’esponente

pidiellino si sia “abbandonato ad affermazioni avventate e gravi sostenendo che il Presidente Napolitano ‘sta tradendo la Costituzione'”. “Essendo questa materia regolata dalla stessa Carta (di cui l’onorevole Bianconi è di certo attento conoscitore) – è l’affondo del Presidente della Repubblica – se egli fosse convinto delle sue ragioni avrebbe il dovere di assumere iniziative ai sensi dell’articolo 90 e relative norme di attuazione. Altrimenti le sue resteranno solo gratuite insinuazioni e indebite pressioni”.

La replica del Pdl arriva per bocca del capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto. Al di là della forma, Cicchitto conferma in sostanza la posizione del partito del Cavaliere: Se si apre una crisi, lo sbocco obbligato è quello del voto. Quanto a un’eventuale procedura di impeachment, Cicchitto la esclude ma chiama in causa la storia del Partito comunista nel quale il Capo dello Stato ha militato per lunghi anni: “Noi abbiamo il massimo rispetto per il presidente Napolitano e non seguiamo certamente la linea a suo tempo portata avanti dal PCI quando provoco’ le dimissioni di Leone malgrado che il suo comportamento fosse stato ineccepibile e quando cercò invano di
raggiungere l’impeachment di Cossiga”.

A far infuriare Napolitano, come detto, era stata un’intervista di Bianconi al Giornale nel quale tra l’altro affermava: “Giorgio Napolitano sta tradendo la Costituzione” e
“smentisce se stesso, con un atto di incoerenza gravissima,
dicendo no al voto anticipato e sì alla ricerca di un governo
tecnico”. Parole confermate dopo la nota del Colle dallo stesso Bianconi che, dopo aver sottolineato di non aver chiesto l’impeachment di Napolitano, ha definito quella del Presidente della Repubblica una reazione “sproporzionata”: “Non vorrei che si facesse ‘buuu’ per spaventare qualcuno, perché qua nessuno si spaventa”.

In difesa del Colle scendono in campo le opposizioni e i finiani. Usa parole durissime Italo Bocchino: “Gli attacchi che giungono dal Pdl a Napolitano sono un altro segnale negativo e allarmante di una deriva muscolare che tende ad aggredire le istituzioni poste a garanzia della Costituzione e della stessa democrazia italiana”. Quanto a eventuali esecutivi alternativi, il capogruppo di Fli alla Camera aggiunge: “In caso di crisi del governo Berlusconi, che comunque non sarebbe causata da un nostro mancato sostegno, ma dalla deriva muscolare del presidente del Consiglio dei ministri, il presidente della Repubblica ha il dovere di esperire i tentativi necessari per verificare l’esistenza in Parlamento di una maggioranza contraria alle elezioni anticipate”. Il Pd, dal canto suo, chiede a Berlusconi di “sconfessare Bianconi per le
insensate parole espresse nei confronti del capo dello Stato, il
cui comportamento è, ed è sempre stato, irreprensibile e al quale va la nostra solidarietà”. Per il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi, chi attacca il Colle vuole “lo sfascio delle istituzioni”. E sempre al Cavaliere si rivolge Lorenzo Cesa, chiedendo al premier di far “tacere gli irresponsabili del Pdl”.

Tom/

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