Roma, 11 giu. (Apcom) – Falsificava di tutto, dalle targhe alle fatture, pur di evadere le tasse e frodare l’erario reclutando manodopera in subappalto per i cantieri edili del Triveneto. Un imprenditore serbo è stato arrestato dalla Guardia di finanza di Padova che ha scoperto anche una evasione fiscale di 6 milioni di euro.
L’uomo deve rispondere di emissione e utilizzazione di fatture false, frode fiscale, distruzione di scritture contabili, contraffazione di pubblici sigilli, falso materiale e soppressione di atti veri.
E’ tramontata così, dietro le sbarre, la rampante ascesa nel mondo dell’illegalità per un serbo 39enne, titolare e legale rappresentante di una cooperativa di Cadoneghe specializzata nel subappaltare manodopera alle imprese edili operanti in tutto il triveneto.
Il meccanismo era, tutto sommato, semplice ed altamente redditizio: grazie a timbri falsi di ignare società, istituti di credito, enti provinciali e sigilli – anch’essi falsi – della repubblica serba, l’uomo dei balcani aveva allestito un impianto contabile al duplice scopo di evadere le imposte e garantirsi, al contempo, un credito iva non dovuto.
La ditta effettuava – preliminarmente – acquisti di modico valore presso vari fornitori del triveneto; una volta ricevute le fatture dai venditori, queste venivano subito inviate ad una tipografia di fiducia situata in Serbia, che provvedeva a clonarne i marchi, logo e segni distintivi. La stamperia realizzava, quindi, fatture in bianco su carta intestata di società italiane realmente esistenti che venivano compilate dall’imprenditore con descrizione ed importi stabiliti in base alla proprie necessità contabili.
Le fiamme gialle del capoluogo euganeo, dopo riscontri e controlli incrociati condotti in ambito nazionale, hanno accertato che in due anni e mezzo l’imprenditore ha emesso fatture false per oltre 5.000.000 di euro ed omesso versamenti per 1.000.000 di euro.
Red/Nes
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