Roma, 30 mar. (Apcom) – No ai tagli di risorse e alle ronde. La
sicurezza continua a essere un ‘tema’ clou, insieme alla crisi
economica, nell’agenda politica e per un giorno il malessere
degli uomini in divisa è venuto allo scoperto: è diventato ieri
visibile, con le bandiere di otto sigle sindacali sventolate da
alcune centinaia di poliziotti davanti al loro ministero, il
Viminale.
Come non avveniva da tempo, a sostegno del disagio e della
protesta dei poliziotti si sono rivisti insieme i leader
sindacali di Cgil e Cisl (assente, anche se annunciato alla
manifestazione, Luigi Angeletti della Uil) insieme al segretario
generale dell’Ugl, Renata Polverini.
A sostegno della protesta anche il segretario del Pd, Dario Franceschini, che ha accusato il governo di aver ‘tradito’ gli impegni sulla sicurezza, cavallo di battaglia del centrodestra nell’ultima campagna elettorale, di aver tagliato 3,5 miliardi di euro al comparto e di aver poi messo in campo “una operazione di immagine demagogica raccontando che il problema della sicurezza si risolve
con le ronde dei privati cittadini”. Dati però smentiti dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni, che citando un documento del Dipartimento di Ps ha sottolineato che nel 2009 gli stanziamenti sono stati pari a 7,4 miliardi di euro a fronte dei 6,7 del 2008. “Di tutto si può accusare il governo – ha detto – tranne di aver tagliato i fondi”.
Franceschini, ha poi denunciato (ma la circostanza è stata negata dal ministero) che per garantire la sicurezza
al vertice del G8 è stato chiesto ai poliziotti di anticipare di
tasca loro le spese e che in molte città “sono in trasferta
permanente rappresentanti delle forze dell’ordine per occuparsi
della tutela dei soldati (impegnati nei presidi e nella vigilanza
in diverse città italiane, ndr) e per evitare che dalle ronde
nascano problemi per la sicurezza”. “Basta con la demagogia e le
falsità – ha detto Franceschini – servono fatti concreti”.
C’è un paradosso sicurezza in Italia, secondo il segretario
della Cgil Epifani. “Tutto il mondo guarda al problema della
sicurezza allo stesso modo: investendo in uomini e mezzi. In
Italia al contrario si riducono le risorse e si tagliano i mezzi
poi però si istituiscono le ronde”. Epifani, non ha dubbi anche
sulle ronde: è “sbagliato rompere quell’unicità di azione delle
forze dell’ordine affidandone le competenze a chi non ha i mezzi”.
Netto anche il parere del leader della Cisl, Bonanni: le ronde
“non servono”. Per affrontare il problema della sicurezza servono
più risorse e un’assunzione di responsabilità da parte della
classe dirigente. “Lo stato – è la preoccupazione espressa da
Bonanni – sta abbandonando la polizia senza mezzi e risorse”.
“Noi – ha aggiunto – chiediamo al ministro Maroni di aprire una
discussione pubblica e trasparente per discutere su mezzi,
compiti e salari degli operatori delle forze dell’ordine. I
sindacati sono compatti – ha aggiunto – nel chiedere un tavolo
che tolga l’equivoco delle ronde e faccia chiarezza sul
coordinamento tra le varie forze, sui mezzi e sulle questioni
contrattuali ancora disattese”.
Una bocciatura alle ronde dei volontari arriva anche dall’Ugl
che – ha ribadito il segretario generale, Renata Polverini, –
non piacciono alla Polizia e a noi così come non ci piacciono i
tagli. È troppo tempo – ha aggiunto – che aspettiamo un tavolo di
confronto e oggi vogliamo chiederlo al ministro Maroni”.
Secondo Polverini, “quello di cui c’è bisogno per la Polizia è
avere più risorse, mezzi e il riconoscimento alla Polizia come
parte importante dello Stato. Inoltre c’è bisogno di riconoscere
agli operatori delle forze di Polizia stipendi più alti”.
Polverini ha sottolineato che “la Polizia dispone già di
personale preparato e professionale e noi riteniamo che la
sicurezza debba essere affidata a loro. Non ce l’abbiamo con
nessuno, ma non si può affidare questo compito delicato ai
cittadini e speriamo che il ministro Maroni accolga queste
istanze. Su questo le organizzazioni sindacali, al contrario che
in altri settori, sono compatte”.
Cep
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