Roma, 28 gen. (TMNews) – La giustizia è al “fallimento”, i processi sono troppo lunghi, lo Stato, più volte condannato ai risarcimenti per questa ragione, è alla soglia dell’insolvenza: è questa la fotografia che emerge dalla relazione del Procuratore generale presso la Corte di Cassazione Vitaliano Esposito all’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Ma lo stato della macchina della giustizia passa di fatto in secondo piano, in una fase di rinnovata turbolenza fra magistratura e Governo, che il ministro Angelino Alfano (Pdl) legge annunciando un rinnovato slancio sulle riforme. Il guardasigilli allude alla ‘magistratura politicizzata’, tradizionale cavallo di battaglia del suo partito, quando dice che “la gran parte” dei magistrati usano “impegno disinteressato, riserbo ed equilibrio” come regola del loro lavoro, mentre il vicepresidente del Csm Michele Vietti chiede “rispetto” per i giudici e afferma: “L’attività della magistratura non sottende disegni sovversivi”.
Fuori dalle aule del Palazzaccio, il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini attacca sul caso Ruby: “Non esiste alcun Paese al mondo in cui il Governo dice non potete farmi il processo, dovete lasciarmi governare. Accade solo nelle dittature”. Reazioni a raffica dal Pdl: “Rivela in modo palese – commenta fra gli altri Enrico Costa – il disegno di voler eliminare politicamente il presidente Berlusconi attraverso la scorciatoia giudiziaria”.
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