Da diversi anni l’offerta formativa dell’Istituto Comprensivo Varese 1, “capitanato” dalla professoressa Maria Rosa Rossi, prevede il tempo prolungato facoltativo per le scuole medie.
Ma da settembre negli istituti Salvemini di Belforte e Don Rimoldi di San Fermo ci sono due novità: sono partite con la prima una sezione a 36 ore settimanali e un’altra di 30 ore, per lavorare in maniera omogenea; il nuovo regime sostituirà negli anni le classi miste in esaurimento. Inoltre le 30 ore dell’orario base per tutte le classi, miste e non, sono state concentrate alla mattina. Alla Righi al contrario non ci sono pomeriggi.
«Gli alunni all’inizio del percorso scelgono se seguire la formula a 30 o a 36 ore; questo per l’intero triennio» spiega , referente di plesso. «I laboratori pomeridiani sono completamente gratuiti» specifica , docente di lettere. La gratuità dei pomeriggi è da anni il punto di forza di queste secondarie, entrambe situate in quartieri proletari; diverse le famiglie numerose, molti i disagi economici, alto il tasso di immigrazione. La scuola gioca dunque un ruolo strategico per il radicamento sul territorio di vecchi e nuovi residenti e per la loro coesione sociale.
I pomeriggi sono tre – lunedì, mercoledì e venerdì per la Salvemini, lunedì, giovedì e venerdì per la Don Rimoldi – e gli unici costi a carico delle famiglie sono quelli della mensa, garantita dai servizi parascolastici comunali; diversi non ne usufruiscono abitando vicini.
«Lo scopo dei pomeriggi – racconta Bonasia – è il rafforzamento in chiave laboratoriale delle competenze su alcune aree specifiche: quella linguistico/letteraria, quella matematico/scientifica e l’area delle cosiddette “educazioni”, ossia una serie di discipline pratiche, dalle grafiche alle musicali alle sportive. All’interno di queste aree abbiamo studiato un ventaglio di laboratori, gestiti dal corpo docente nel suo complesso, che prevedono attività di potenziamento e consolidamento delle competenze ma anche di recupero se necessario».
Non si tratta quindi di laboratori contenutistici, ma si cerca di attivare uno studio diverso rispetto alla lezione della mattina. «Le materie, un’ora settimanale per ciascuna, sono affrontate con una didattica meno frontale rispetto alla lezione canonica, lavorando su gruppi omogenei».
Fra i laboratori spiccano quelli di inglese (con preparazione alla certificazione KET) e tedesco, quello di italiano e, in terza, la propedeutica al latino, tenuto dalla stessa Bonasia: «Un modo per rafforzare le competenze di grammatica italiana, frequentato non necessariamente da futuri liceali».
Il bel laboratorio di teatro “trasversale” coinvolge tutti gli allievi della Salvemini del tempo prolungato: realizzato da Anna, Antonella e dal vicepreside ha portato gli spettacoli a concorsi prestigiosi, come quello di Chiusi. «I ragazzi sono molto coinvolti, le famiglie collaborano con arredi, musiche, costumi» raccontano le docenti. Altro laboratorio “trasversale” realizzato alla Don Rimoldi è quello dello storico giornalino “L’Arcobaleno”, candidato in passato a premi nazionali.













