A Varese addio panetteria E arrivano le pompe funebri

VARESE Via la panetteria, avanti le pompe funebri. Una storica agenzia di Varese ha infatti messo gli occhi sull’ex panificio di via Adriatico che ha chiuso qualche settimana fa, dopo un’apertura durata solo pochi mesi. Per ora non è stato firmato alcun contratto da parte dell’agenzia, ma la notizia della prossima (e ipotetica) apertura sta facendo il giro del quartiere. Gli abitanti si chiedono come cambierà il rione, nel quale i negozi hanno grosse difficoltà a rimanere aperte. Nel borgo del resto, a poco a poco, numerose attività economiche hanno abbassato le saracinesche, lasciando spazio ad un vero e proprio deserto.

«Questo rione è più adatto ai morti che ai vivi – scherza Rosy Guglielmini, responsabile del negozio CarpeDiem di via Ferrari – La presenza di un’agenzia di pompe funebri dimostrerebbe come questo rione sia davvero un mortorio. Noi commercianti facciamo davvero fatica perché la crisi c’è per tutti. La gente compra meno e la desolazione delle strade, piena di negozi sfitti e chiusi».

Preoccupato per la “desertificazione” anche Emilio Malnati, presidente da 13 anni della Cooperativa di Bizzozero. «E’ un degrado unico – dice – Al mattino, se si passa in piazza Statuto, si trovano le macchine parcheggiate davanti ai negozi. Certe volte non si può neppure entrare. Secondo me, però, bisognerebbe insistere. Continuare a aprire attività, cercando un modo per regolare il traffico». E invece, alla

fine, c’è sempre chi decide di chiudere. Come il bar Medusa che ha appena esposto il cartello con scritto «chiuso per cambio di gestione». «Secondo me con il silenzio di tomba che c’è a Bizzozero, l’agenzia di pompe funebri ha trovato il posto adatto per insediarsi – afferma Graziano Ballinari, dell’osteria Cose d’Altri Tempi – Spero che la chiamino “L’ultimo sospiro” o qualcosa del genere».

Il problema, secondo Ballinari, è che Bizzozero è un rione troppo chiuso per vedere proliferare i negozi. «Nel rione ci sono sempre i soliti 40 matti – dice – Bizzozero è un rione che non riesce ad aprirsi alla città e a sfruttare le sue potenzialità».

s.bartolini

© riproduzione riservata