VARESE La Schiranna ci riprova. Il divieto di balneazione è confermato anche quest’anno, ma è solo per precauzione: nelle prossime settimane non si esclude il via libera. «I livelli di batteri fecali sono bassi e la qualità delle acque dal punto di vista biologico eccellente», ha confermato l’Asl. A bloccare ancora i tuffi nelle acque varesine invece è rimasta un’alga tossica. O meglio, il risultato di un prelievo tra i sei effettuati l’anno scorso che aveva mostrato una tossicità algale nella zona del lido, e proprio per questo infelice precedente non è stato possibile assegnare immediatamente un giudizio positivo a Varese. A ben guardare però non è stato espresso nemmeno un giudizio negativo, visto che dai campioni prelevati e analizzati in aprile, maggio e giugno del 2010 non c’è traccia dell’alga in questione. La valutazione, semplicemente, è rimandata al dipartimento sanitario della Regione che insieme alle Asl del territorio sta scandagliando i decreti attuativi della legge per capire quali margini decisionali ci siano nel caso specifico. Situazione analoga a quella che si era verificata l’estate scorsa, quella dei tuffi rimandati ad un’eventuale balneabilità concessa a fine stagione, sia pur per ragioni diverse. Un anno fa, infatti, i risultati dell’inquinamento batteriologico fecale della Schiranna avrebbero consentito il via libera, ma per
avere la balneabilità, stando alla normativa recentemente introdotta, serve una serie storica di dati esente da valori eccedenti il limite; a Varese mancavano ancora quelli degli ultimi tre mesi estivi, quindi niente verdetto e niente autorizzazione, che al contrario sarebbe arrivata certamente nel 2010, non fosse stato per l’alga tossica. Nel frattempo, il Comune come da prassi prende atto e si attrezza: disposto il divieto di balneazione, «sino alla determinazione della classificazione qualitativa da parte degli organi competenti», e comunicato a polizia locale e guardie gcologiche il rinnovato provvedimento perché provvedano a fare controlli ed eventualmente ad elevare sanzioni. Divieti a parte, una domanda viene spontanea a chiunque conosca il lago: possibile che dopo decenni passati in condizioni di malato cronico, a partire dalla fognatura e per finire con l’eutrofia, il lido varesino in due anni sia arrivato a un passo dalla classificazione di «eccellente», mancata solo per un cavillo normativo? A sentire i tecnici dell’Asl pare proprio di sì. «Sulla base dei controlli che abbiamo fatto negli anni scorsi – assicura Paolo Bulgheroni del servizio di igiene e sanità pubblica – i parametri microbiologici sono buoni e sono andati migliorando». Di più: «Dal punto di vista della contaminazione fecale potrebbe sicuramente essere considerato a livello eccellente». Francesca Manfredi
s.bartolini
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