A Varese crisi in parrocchia Pochi offerte, niente quattrini

VARESE Con la crisi anche le chiese sono senza soldi. Le voci più sensibili sono la manutenzione straordinaria e le bollette. «Non si fa difficoltà nel dire che la situazione sa di emergenza anche nelle parrocchie – confessa don Pino Tagliaferri, alla guida di Biumo Inferiore – Non è un concetto da allargare in assoluto, ma per quanto riguarda la mia esperienza diretta è così».

Diversi i fattori che concorrono a creare questa realtà. «Le spese riguardano la normale manutenzione di tutte le strutture e la gestione delle attività. Le entrate della parrocchia si devono alla generosità dei fedeli, ma anche quelle oggi sono diminuite. C’è da fare i conti, poi, con l’azione pastorale che supplisce all’azione sociale. In quella che chiamiamo carità si annoverano attività che fungono di fatto da ammortizzatori sociali. Una situazione che peggiora inesorabilmente e che ha, come cause principali, la mancanza di lavoro e stipendio».

Solo a Biumo Inferiore, ogni giorno, arrivano una ventina di richieste di aiuto.

«L’emergenza non è più un fattore straordinario, ma ordinario – conclude don Tagliaferri – Non vorrei usare parole troppo forti, ma la situazione rasenta il drammatico. Chi si fissa un budget di spesa all’inizio dell’anno per la carità ha due opzioni: o non valuta le richieste che lo superano o, per forza, lo sfora».

Un’analisi, almeno in parte, condivisa da don Mauro Barlassina, referente delle sei parrocchie della comunità pastorale Maria Madre Immacolata: Avigno, Bobbiate, Calcinate del Pesce, Lissago, Masnago e Velate.

«Almeno quattro su sei parrocchie sono in emergenza economica. Le spese più ingenti sono quelle per la gestione ordinaria. Tre sono piccole con un migliaio di abitanti, manche per loro a incidere sono l’energia elettrica e la manutenzione delle strutture, compreso l’oratorio».

s.bartolini

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