A Varese il businessdi cancellare i tatuaggi

A Varese il businessdi cancellare i tatuaggi

VARESE (a.morl) Una tigre che ruggisce. Una rosa. Un teschio. Un pugnale. Ma anche il nome della persona amata, una data importante. Il muso del cane lupo che ci ha fatto compagnia tanti anni, la targa della prima automobile. Ci sono anche varesini che si sono fatti tatuare i comandi della playstation sulle dita delle mani o un pizzetto sul mento. «Io ormai non mi stupisco più di niente» racconta Antonio Strati, uno dei primi a Varese ad aver aperto uno studio di “advanced body art”, il Body Shocking.Il costo dell’intervento artistico, rigorosamente realizzato con dermografo con aghi monouso, è proporzionale alla dimensione del tattoo. Si va da 50 euro per uno piccolo, a 2mila euro per un disegno che riempie mezza schiena. Chi vuole essere all’ultima moda sceglie i “maori polinesiani”, altrimenti lascia libera la fantasia chiedendo di riprodurre i propri disegni. «Qui sono semplici decorazioni, non un rituale che ha radici profonde nella nostra cultura» continua il professionista. Una volta li avevano solo marinai e carcerati, adesso un po’ tutti. Un sondaggio on line realizzato su un campione di 200 varesini mostra che il 42,8% sta pensando se fare o no il primo tattoo. Il 26.9% ne ha già più di uno. Il 18,4% ne ha uno, ma ne vorrebbe un altro. L’8% ne vorrebbe uno, ma ha paura. Al 2% non piacciono affatto. L’1% li vorrebbe, ma non può. Di solito, chi fa un tatuaggio dovrebbe desiderare che duri per sempre. Purtroppo, malgrado

il tattoo sia permanente per definizione, con il tempo il disegno sbiadisce e richiede un restauro per ravvivare i colori (il bianco e il giallo sono i primi a scomparire). Ma c’è anche chi ad un certo punto vuole rimuoverli. Mediamente, un chirurgo estetico di Varese, ogni anno, ne cancella 50. E le richieste provengono da persone molto giovani, più frequentemente di sesso maschile. Nella top-list dei soggetti di cui sbarazzarsi ci sono i nomi delle ex-fidanzate e disegni macabri (primo fra tutti il teschio). La maggior parte delle richieste, però, proviene da persone che sono costrette a cancellarli perché incompatibili con la professione (come i vigili del fuoco). «La richiesta di rimuovere i tatuaggi è aumentata insieme alle persone che hanno un tattoo» conferma Alberto Orlandi, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, che ha lo studio in via Veratti e a Milano.  «I laser americani riescono a togliere un tatuaggio in un numero di sedute che va da 5 a 15. L’intervento va ripetuto ogni 25 giorni. E’ un trattamento doloroso più o meno quanto realizzare il tatuaggio stesso». Il colore più difficile da annientare è il nero. Ogni seduta può costare fino a 250 euro. «Di solito, per ottenere un risultato ottimale, servono 6 o 7 sedute». Chi vuole rimuovere un tattoo non deve affidarsi alla prima persona che capita, ma cercare un chirurgo specializzato. Un laser utilizzato in modo improprio può lasciare sul corpo cicatrici ancora più vistose del tattoo che si voleva cancellare.

e.marletta

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