A Varese la lotta alle zanzare fa ingrassare il numero di piccioni

A Varese la lotta alle zanzare fa ingrassare il numero di piccioni

VARESE Guai in vista per i piccioni di Varese. “Graziati” dal nuovo assessore dopo tre anni di lotta serrata della precedente amministrazione, a giorni dovranno fare i conti con una schiera di consiglieri comunali che li hanno messi nel mirino. Entro la prossima settimana sarà infatti convocata una commissione ad hoc della rinnovata commissione ambiente. «Ho preso atto delle scelte dell’assessore – dice il presidente di commissione, Andrea Porrini – lo incontrerò stamattina per vederci chiaro ma ho già intenzione di convocare la commissione proprio su questo tema». La scelta consiste nello spostamento dei fondi prima destinati a uno studio sulle malattie infettive trasmesse dai piccioni che avrebbe comportato l’abbattimento di una cinquantina di esemplari a scopo di ricerca. Tradotto in soldoni, si trattava di poco meno di 8mila euro che con la delibera di giunta recentemente approvata passano al capitolo della lotta contro le zanzare, e alla disinfestazione preventiva che si fa nel periodo autunnale. «Per la carenza di risorse del Comune – spiega Stefano Clerici, assessore alla tutela ambientale – era stato tolto il finanziamento alla disinfestazione delle zanzare che costa circa 10 mila euro ma è molto importante per eliminare le larve che si svilupperebbero poi in primavera». Quest’anno in effetti c’è stata un’esplosione del numero di zanzare in città, soprattutto nelle zone più umide, forse proprio per il mancato intervento preventivo nell’autunno 2010. «Quello sui piccioni – prosegue Clerici – peraltro era solo uno studio». Uno studio costoso, per giunta, dunque si è optato per dirottare altrove le già poche risorse disponibili per il settore ambientale. La cosa però non è andata

giù ad alcuni consiglieri. I due ex presidenti di circoscrizione Massimo Realini e Gianluigi Lazzarini, ora membri del gruppo consiliare leghista, hanno segnalato la necessità di intervenire per arginare la diffusione dei pennuti prima che la loro presenza in città torni ad essere troppo ingombrante come qualche anno fa, non solo in centro ma anche nei rioni. «È una questione di igiene ma anche di pubblico decoro – commenta Realini – È vero che i precedenti 8mila euro erano forse un po’ troppi, ma qualcosa bisogna fare per evitare che la popolazione esploda». Se la questione è spinosa, perché la Lav (Lega anti vivisezione) aveva sollevato dei cavilli ipotizzando un reato se qualche piccione ci avesse rimesso le penne, è pur vero che un rimedio di qualche tipo va trovato. «Togliere quei soldi è la cosa più stupida che si potesse fare», dice senza troppe remore l’ex assessore Luigi Federiconi. «Siamo riusciti a ridurli da 9mila esemplari a soli 4.500 in tre anni e adesso abbandonano tutto. Per di più quei soldi non c’erano a bilancio, siamo riusciti a rimediarli qua e là apposta per non abbassare la guardia. Con i ritmi di riproduzione che hanno, se iniziano a nascere i nuovi piccoli non ce ne libereremo più. Ma d’altra parte bisogna essere competenti o avere l’umiltà di imparare da chi lo è». Intanto la commissione si occuperà di individuare delle soluzioni anche alternative, e meno costose. «Non so cosa si possa fare – dice Porrini – ma immagino ci sia più di una soluzione valida, inviterò tutti i commissari ad avanzare delle idee». Francesca Manfredi

s.bartolini

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