A Varese ladri tecnologici «Ci spiano con la webcam»

A Varese ladri tecnologici «Ci spiano con la webcam»

VARESE Altro che zingare che nascondono oro e gioielli sotto le gonne. I tempi cambiano e con loro anche i ladri che ormai sono abili detective al pari di chi tenta di acciuffarli e spesso dispongono delle stesse tecnologie. Lo sa bene Walter Piazza, presidente degli Angeli Urbani: «La tecnologia oggi la sfruttano tutti, i cittadini onesti quanto i ladri. Un esempio? Per controllare un’abitazione c’è chi “presidia” fisicamente il luogo e chi sfrutta internet. Di modi ce ne sono parecchi, per esempio le prime valutazioni si fanno utilizzando le mappe sul web che permettono di visualizzare percorsi e vie di fuga. Poi ci sono le telecamere che consentono di tenere d’occhio qualche spostamento. Senza considerare che le informazioni sono di dominio pubblico. Lo sanno tutti che la polizia, con le scarse risorse che ha, può vigilare fino a un certo punto. Vedono dove va una volante e vanno nella parte opposta».In queste ultime settimane la nostra città, già in cima alla classifica del Sole24Ore per l’emergenza furti, è stata quotidianamente spazzolata dai ladri. A farne le spese le abitazioni private e i supermercati. La mappa dei furti – almeno dieci al giorno secondo la statistica del Sole24Ore con un incremento del 12% nell’ultimo anno – mostra due tipologie di ladri. Da una parte quelli che cercano soldi e gioielli, come accaduto a Sant’Ambrogio, Bobbiate e Lissago solo nell’ultima settimana. Dall’altra ladri che puntano a obiettivi specifici. A questo proposito è interessante quanto accaduto a Bosto, dove alcuni ladri “gentiluomini” sono entrati in una villa Liberty arrivando a posare

con delicatezza soprammobili di pregio per non rovinarli e cercando borse firmate di una collezione. «Il Comune ha fatto tutto quello che poteva contro questo fenomeno – dice Attilio Fontana, sindaco di Varese – Abbiamo sottoscritto il patto per la sicurezza, le forze dell’ordine lavorano coordinate tra di loro, le nostre telecamere sono visionate dalle forze dell’ordine. Non possiamo assumere ulteriori agenti di polizia locale». Secondo Piazza per combattere un fenomeno così articolato come quello dei furti bisogna mettere a punto un servizio di intelligence che vede protagonista il cittadino quanto le forze dell’ordine e le associazioni di vigilanza. «Credo che le forze dell’ordine debbano comunicare la mappa dei furti, in modo che i cittadini possano sapere se la zona dove vivono è “sotto attacco”. I cittadini, dalla loro, dovrebbero comunicare ogni cosa sospetta che vedono, fossero anche visite di persone che vogliono vendere qualcosa o telefonate anonime».«Poi servirebbe più accortezza – continua Piazza – Il cittadino deve pretendere di sapere i nomi e i cognomi di chi viene a fare lavori in casa o installare impianti di sicurezza. Sempre più spesso le aziende hanno alcuni lavoratori in regola e altri in nero che cambiano velocemente e che raccolgono informazioni nelle case per poi tornarci a rubare». I furti non interessano solo la città di Varese. «Le ronde stanno collaborando con le forze dell’ordine che stanno facendo pattugliamenti anche notturni – dice Angelo Amoroso, coordinatore dell’associazione Aiuto solidarietà e sicurezza – Qualcuno è stato individuato dalla polizia locale, ma è solo parte di un fenomeno più grande». Adriana Morlacchi

s.bartolini

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