A Varese occhio agli euro falsi Sempre più banconote “tarocche”

A Varese occhio agli euro falsi
Sempre più banconote “tarocche”

Soldi falsi in circolazione: attenzione ai piccoli tagli. Nel mirino dei falsari locali pubblici e grande distribuzione. «Difficile rendersi conto al tatto che non sono veri, meglio usare i verificatori a infrarossi».

Sono quasi mille e trecento le banconote e le monete false sequestrate l’anno scorso in provincia di Varese. Due da cinque euro, 23 da dieci euro, 481da 20 euro, 266 da 50 euro, 185 da 100 euro, 21 da 200 euro e una da 500 euro.

Tre banconote in media al giorno, secondo i dati forniti dal rapporto sulla falsificazione dell’euro divulgato dall’Ucamp (Ufficio centrale antifrode dei mezzi di pagamento) del dipartimento del Tesoro.

Un dato importante che piazza la nostra provincia in posizione numero diciotto a livello nazionale per numero di banconote false rinvenute. La prima è Milano, dove di media si riscontrano dieci banconote “taroccate” al giorno. Poi vengono Bergamo, con 2.511 banconote e Brescia con 2.024. Facendo due conti, emerge che a Varese nel 2012 sono stati spacciati  e rinvenuti 46.360 euro, a cui va agguato il dato delle monete.

Soldi che per la maggior parte sono stati rinvenuti dai locali e dai supermercati della provincia. «Sono queste le due tipologie di attività in cui è più semplice riciclare i soldi falsi – spiega il tenente colonnello della Guardia di Finanza,   – Nei supermercati è un continuo maneggiare soldi e al tatto è davvero difficile distinguerli. In questi casi sono gli addetti alla riscossione che se ne accorgono durante i controlli di chiusura».

Nei locali invece, ci si approfitta dei momenti di maggior affollamento per rifilare i soldi tarocchi, «in questi casi è la banca ad accorgersene nel momento in cui si deposita l’incasso».

In questo secondo caso la falsa valuta in circolazione viene ritirata dai gestori del contante, stracciata e corrisponde ad una perdita economica per il possessore, equivalente al valore nominale della valuta. Rendersi conto della truffa è difficile, «a meno che non ci si premunisca dei rivelatori di banconote false – sottolinea – Anche se molti modelli sono ormai sorpassati, è sempre bene controllare le banconote, anche quelle di piccolo taglio».

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