VARESE Scuole che invecchiano, scuole che costano. Quasi due milioni e mezzo di euro in due anni, esattamente, per colpa proprio dell’anzianità degli edifici varesini. E così, per la sopravvivenza del servizio alla struttura che lo ospita, alla fine le scuole si chiudono.
Il Comune non ha ancora stabilito quali, ma è quest’ultima la strada scelta per i malandati edifici cittadini. D’altra parte sono vecchi, costano moltissimo sia in utenze che in manutenzioni, e per di più ospitano sempre meno alunni. «È impossibile pensare di continuare a mantenere tutte le scuole», afferma l’assessore ai Lavori Pubblici, Carlo Baroni.
Due i criteri di cui l’amministrazione terrà conto per la scelta: lo stato di conservazione dell’edificio con il costo degli interventi per sistemarlo, e il numero degli iscritti. Di sicuro gli edifici soffrono degli acciacchi tipici dell’età che avanza e costano alla collettività circa un milione e
mezzo di euro all’anno, spesi dal Comune per farli stare in piedi in sicurezza; il numero di alunni stabile o in leggera flessione, per contro, rende quantomeno discutibile l’opportunità di investire cifre così importanti per mantenere tante scuole di piccole dimensioni, soprattutto in tempi di vacche magre.
La maggior parte delle scuole risale all’inizio del secolo scorso, almeno per quanto riguarda il nucleo originario. In seguito, quasi tutte sono state ampliate una prima volta negli anni del secondo dopoguerra e una seconda volta con il boom demografico degli anni Sessanta. Da lì, più niente. La scuola più “recente”, se così si può definire, è l’Anna Frank di San Fermo, costruita nel 1981. Ma le scuole medie comunali, sette in tutto, sono ancora le più “nuove. Tra le elementari, ben 21, per trovare quella che è stata rinnovata più recentemente a livello strutturale bisogna andare indietro di 35 anni, con l’ampliamento della Canetta di Sant’Ambrogio.
La scuola più vecchia risulta invece la Parini di Giubiano: secondo la documentazione recuperata dai lavori pubblici di Palazzo Estense, il corpo originale risale addirittura al 1880. Anzianotte anche la Foscolo di Bosto e la Carducci di Casbeno, entrambe del 1892 e ristrutturate l’ultima volta nel ’62 e nel ’75, rispettivamente; la Dante è datata tra il 1890 e il 1900, come la Righi, la Cairoli e la Mazzini, poi la Morandi 1907, la Canetta 1909, la Settembrini 1916, la Baracca e la Locatelli 1920, la Marconi 1930. «Nel 2012 investiremo un milione e 423 mila euro per manutenzioni straordinarie» afferma Baroni. Sommandoli agli interventi già finanziati nel 2011 e in corso di esecuzione, in due anni il Comune avrà speso circa due milioni e mezzo di euro.
«Stiamo facendo delle valutazioni per capire quali scuole possono essere accorpate – aggiunge – per adesso stiamo cercando di concentrare gli interventi su quelle che ne hanno necessità più urgente».
Stanno per iniziare tra l’altro 420 mila euro di lavori per la pavimentazione alla Carducci e 120 mila per i soffitti della Fermi, mentre quest’anno i finanziamenti saranno concentrati sugli impianti termici e sui serramenti.
Francesca Manfredi
s.bartolini
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