A Varese va di moda il ritocchino Boom di richieste in estate

VARESE – Seno e filler: ecco le preferenze delle varesine in materia di medicina e chirurgia estetica.

«La mastoplastica additiva, cioè l’aumento del seno, è l’intervento più richiesto – spiega il dottor Marco Castelli, chirurgo plastico varesino – Subito dopo arrivano la liposuzione e la blefaroplastica». Tra le risoluzioni meno invasive della medicina estetica, in cima alle preferenze nostrane c’è il filler. Si ricorre all’acido ialuronico per contrastare l’effetto dell’invecchiamento per le donne più mature, mentre le giovani lo sfruttano per dare tono alle labbra.
È ampia la casistica di pazienti che si rivolgono al chirurgo per un ritocco.
«Nella mia personale statistica l’età media è di 36 anni per chirurgia, con pazienti tra i 22 e i 72 anni. Per la medicina estetica, invece, la media è più alta, 45 anni, perché di solito le prime rughe compaiono dopo i 40». Anche in questi campo l’eco della crisi economica si è fatto sentire, ma con particolari risvolti. «Oltre a naturale calo di richieste per motivi economici, si è persa la “stagionalità”. Prima della crisi c’era un boom tra autunno e primavera. L’estate era un periodo morto anche per le controindicazioni dell’esposizione al sole nel post operazione. Adesso si lavora anche tra luglio e agosto. C’è chi sceglie l’intervento estivo per non chiedere ulteriori ferie o malattia al lavoro, ma c’è anche chi sceglie tra vacanze e plastica». Non sempre, però, dopo un primo colloquio si arriva in sala operatoria. «In certi casi le pazienti tornano a casa senza che si faccia nulla, se vengono fatte richieste esagerate – spiega il dottore, che ha quasi un quarto di secolo di professione alle spalle – Se non c’è bisogno d’intervento il chirurgo lo deve evitare. Oltre che un fine tecnico, il medico in questo caso, è una persona fidata per le pazienti, quasi un amico cui fanno confidenze intime e private. Spesso la chirurgia plastica è considerata superficiale, mentre chi lo fa seriamente fa un lavoro raffinato, anche psicologico e migliora la vita delle persone». Come per il taglio di capelli, il trucco o l’abbigliamento spesso le donne sono portate a cambiamenti estetici radicali per marcare un mutamento importante nella loro vita. «La molla che spinge a rivolgersi al chirurgo estetico è sempre psicologica e sovente cela un disagio più o meno importante, perché manca l’armonia tra mente e corpo. La regola fondamentale è che la chirurgia estetica deve essere fatta per se stessi non per compiacere gli altri. La soddisfazione per il chirurgo plastico è data non solo dall’intervento ben fatto, ma dalla trasformazione personale dei pazienti che, dopo l’operazione, tornano cambiati».

e.besoli

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