Abbattiamo tutti insieme questi stupidi luoghi comuni

Il commento del nostro Marco Tavazzi sul Varese Pride

Morti di serie A. Morti di serie B. In fondo, se non si fossero trovati in quel locale, non sarebbero morti. Se non fossero stati dei “deviati”, non si sarebbero trovati in quel locale. Se quella ragazza non avesse avuto, quel giorno nel parco, le gambe troppo scoperte, non sarebbe stata violentata. Se esci la sera dopo mezzanotte, cosa pretendi? È ovvio che appare come un invito ad essere rapinato, stuprata, ucciso/a.

Questo è un elenco di luoghi comuni, che letti così, nero su bianco, possono fare effetto, apparire stupidi. Perché stupidi lo sono. E sono anche agghiaccianti. Eppure, sono i pensieri che, purtroppo, fanno troppo spesso parte della mentalità comune. Per la strage di Orlando, la corsa all’ipocrita cambio di foto su Facebook è stata molto più limitata. È evidente la paura di apparire troppo “gay” nel ricordare dei morti che erano gay. Quasi non fossero esseri umani. Il Varese Pride non sarà una sfilata riservata ai gay, ma a tutti coloro, eterosessuali compresi, che difendono il diritto delle persone di amarsi, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Sarebbe bello, di conseguenza, vedere molti etero. Io e Gigi Galassi ci saremo. E voi?