BUSTO ARSIZIO Accam, sindaci a confronto ma i borsanesi disertano. Il vero “convitato di pietra” però è il comune di Busto Arsizio, preso di mira dai sindaci del Legnanese. «Troppa politica nella gestione di Accam» l’accusa del primo cittadino di Legnano Lorenzo Vitali. La vera notizia del confronto sul tema «Accam, risorsa o minaccia?» è l’assenza dei cittadini borsanesi: ieri mattina sulle seggiole del cinema Aurora, in passato teatro di infuocate assemblee di protesta contro l’inceneritore, trovano posto non più di 30-35 persone, tra cui “addetti ai lavori” e soliti noti. A parte i 5 amministratori invitati sul palco, degli altri 22 comuni si fa vedere solo il bustocco Alberto Armiraglio, che non parla, mentre non c’è nessuno a rappresentare la società Accam. «Peccato – afferma Paolo Testa dell’associazione AltoMilaneseinRete, che ha organizzato il meeting – era un’occasione per approfondire il dibattito. Ma noi continueremo».Il comitato ecologico Inceneritore e Ambiente invece non manca all’appello e non perde l’occasione per ribadire la propria contrarietà alla scelta politica fatta nei mesi scorsi dando il via libera all’operazione revamping da 41 milioni di euro. «La politica è andata avanti con il paraocchi mantenendo una pratica superata come l’incenerimento – sostiene Paolo Zaroli – la vera frontiera su cui investire è
Vedelago, per favorire riduzione, riuso e riciclo». E il portavoce del comitato Alessandro Barbaglia: «Tutti ci dicono che Accam è una risorsa per chi ce l’ha ma nessuno la vuole. Si parla ancora di compattatori, promessi da anni ma intanto sulle nostre strade c’è la processione di camion». I sindaci partono abbottonati ma alla fine i “legnanesi” sono tutt’altro che teneri. Tiziano Torretta, vicesindaco di Vanzaghello, boccia l’inceneritore: «Va contro la logica del riciclo e riduzione dei rifiuti, perché deve bruciare più che può, e sta in piedi solo con i certificati verdi, che paghiamo nelle bollette Enel». Il sindaco di Canegrate Valter Cassani accusa di «egoismo» la politica di Busto Arsizio definendola «esosa, voleva spremere il più possibile le altre amministrazioni socie». Il riferimento è alla convenzione, bocciata dal fronte dell’Altomilanese. Lorenzo Vitali (Legnano) continua a ritenerla sbagliata, «per un problema di sostenibilità economica e industriale». «C’è stata troppa politica nella gestione della società – l’accusa di Vitali – il revamping si è incagliato per anni nei litigi». Concorda sulla «perdita di tempo» il sindaco di Marnate Celestino Cerana, che propone «un tavolo tecnico» per risolvere i problemi ancora esistenti, mentre Mauro Cerutti (Ferno) chiede che siano gli esperti a «studiare eventuali alternative all’inceneritore». Andrea Aliverti
s.bartolini
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