VALGANNA – Il lago si è trasformato ancora una volta in altare naturale per il tradizionale battesimo ortodosso del 19 gennaio, una celebrazione che unisce devozione, tradizione e un forte impatto emotivo. Fedeli e curiosi si sono ritrovati sulle rive per assistere a un rito che affonda le sue radici nella festa del Battesimo di Gesù nel Giordano, momento centrale del calendario liturgico delle Chiese ortodosse.
Nonostante temperature rigide e acque gelide, diversi partecipanti hanno scelto di immergersi nel lago, compiendo un gesto che va ben oltre la semplice prova di resistenza. Tra le betulle della località Eden, il silenzio pomeridiano è stato rotto da canti e preghiere, creando un’atmosfera raccolta e solenne, resa ancora più intensa dal paesaggio invernale.
L’immersione rappresenta infatti un passaggio simbolico di purificazione e rinnovamento: secondo la tradizione, in questo giorno l’acqua benedetta diventa veicolo di grazia divina, segno di un nuovo inizio spirituale. Entrare nel lago significa lasciare alle spalle ciò che è stato e rinascere alla luce della fede.
Negli anni, la cerimonia ha conosciuto anche edizioni particolarmente estreme. In alcuni inverni il lago era in parte o totalmente ghiacciato, rendendo necessario aprire un varco nel ghiaccio per consentire il rito. Immagini diventate iconiche, che hanno contribuito a consolidare la fama di questo appuntamento.
Officiata come sempre da padre Vladimir Khomenko, la celebrazione ha richiamato non solo fedeli ortodossi, ma anche residenti e visitatori attratti dalla forza simbolica del momento. Un incontro tra spiritualità e natura che, anno dopo anno, conferma il lago di Ghirla come luogo di memoria, identità e condivisione.













