Lega, Fontana sfida Salvini: “Nessuna soluzione va esclusa”. E il Nord torna al centro del dibattito

Lega, Fontana sfida Salvini: “Nessuna soluzione va esclusa”. E il Nord torna al centro del dibattito
Il governatore lombardo chiede un rilancio del partito, maggiore attenzione ai territori e una leadership più collegiale. Dopo le parole di Guidesi sulla “sopravvivenza a rischio”, cresce il confronto interno in vista di Pontida.

La Lega torna a fare i conti con il proprio malessere interno. A poco più di un mese dal tradizionale raduno di Pontida, le parole del governatore lombardo Attilio Fontana riaccendono il confronto sulla linea politica del partito e, soprattutto, sul ruolo che dovrebbero tornare ad avere Lombardia e Nord.

Solo pochi giorni fa Matteo Salvini aveva invitato a non concentrarsi sulle divisioni interne, sostenendo che agli italiani interessano poco le “beghe” della Lega e annunciando un raduno di Pontida dal respiro anche internazionale.

Fontana, però, sembra riportare la discussione proprio alle questioni che per anni hanno rappresentato il cuore dell’identità leghista.

Fontana: “Nessuna soluzione va esclusa a priori”

In una lunga intervista pubblicata oggi, 17 agosto, sul Corriere della Sera, il presidente della Regione Lombardia affronta apertamente il futuro della Lega e risponde anche alla domanda più delicata: cosa dovrebbe fare Salvini?

La posizione del governatore è netta: “Nessuna soluzione va esclusa a priori”.

Fontana sostiene la necessità di rivedere in maniera concreta e sostenibile l’impostazione del partito, valorizzandone competenze e risorse interne. Un rinnovamento che, secondo il presidente lombardo, non sarebbe un elemento di debolezza, ma una condizione necessaria per rilanciare la Lega.

E il rilancio del partito, aggiunge, rappresenterebbe una priorità per l’intera coalizione di centrodestra.

Dopo Guidesi, un’altra voce critica dalla Lombardia

Le dichiarazioni di Fontana arrivano dopo quelle di Guido Guidesi, assessore regionale allo Sviluppo economico, che nei giorni scorsi aveva lanciato un allarme ancora più esplicito: “La sopravvivenza del partito è a rischio”.

Guidesi aveva parlato a poche ore dal direttivo convocato da Salvini in via Bellerio per cercare di ricomporre i malumori interni. Tra le richieste emerse anche quella di un azzeramento delle cariche, accompagnata dalla sottolineatura di un malessere sempre più evidente nelle regioni settentrionali.

Ora Fontana torna sul tema, spostando il focus dai rapporti personali alle difficoltà strutturali del partito.

Secondo il governatore, infatti, una discussione interna non rappresenta necessariamente un problema. A fare davvero male alla Lega sarebbero piuttosto l’erosione dei consensi e la riduzione delle sezioni sul territorio.

Per invertire la tendenza, Fontana indica tre parole chiave: buon senso, vicinanza ai territori e attenzione agli amministratori locali.

Lombardia e Nord chiedono più spazio

Nel ragionamento del presidente lombardo torna poi una delle questioni storiche della Lega: il rapporto tra il partito e il Nord produttivo.

Fontana rivendica il peso della Lombardia nell’economia nazionale e insiste sulla necessità di dedicare maggiore attenzione alle esigenze del territorio. Tra i temi indicati c’è anche quello delle Zes, le Zone economiche speciali, considerate uno degli strumenti attraverso i quali sostenere ulteriormente lo sviluppo.

Il governatore non mette in discussione il fatto che altre regioni abbiano esigenze differenti, ma rivendica il diritto-dovere di occuparsi innanzitutto della realtà che amministra.

E proprio per alimentare questo confronto sarebbe allo studio la nascita di una nuova associazione, con l’obiettivo di creare uno spazio di discussione e di elaborazione politica.

Un’associazione per cambiare la Lega dall’interno

Non un nuovo partito, dunque, almeno per il momento. Piuttosto, uno strumento attraverso il quale raccogliere idee e proposte e provare a incidere sulla linea della Lega.

L’idea si inserisce in un ragionamento più ampio sulla necessità di superare una leadership esclusivamente centrata sul segretario e valorizzare maggiormente le diverse componenti del movimento.

Fontana parla infatti della possibilità di una “squadra forte” e di una “leadership collettiva”, sottolineando la necessità di valorizzare competenze e pluralità presenti all’interno del partito.

In sostanza, l’ipotesi sarebbe quella di una segreteria più larga, quasi una sorta di direttorio, capace di rappresentare le diverse sensibilità della Lega.

Il caso Vannacci come esempio di cambiamento

Nel ragionamento di Fontana trova spazio anche la parabola politica di Roberto Vannacci, indicata come esempio della rapidità con cui può cambiare lo scenario politico.

Il generale, osserva il governatore, poco più di un anno fa era conosciuto soprattutto per il libro che aveva pubblicato. Successivamente è diventato vicesegretario della Lega e ha contribuito a modificare gli equilibri politici.

Un esempio, secondo Fontana, di come il mondo politico sia cambiato rapidamente e di quanto sia quindi necessario adeguare anche le strutture e gli assetti dei partiti.

La partita in vista di Pontida

Il confronto interno alla Lega si prepara dunque a entrare in una fase decisiva. Da una parte c’è Salvini, che rivendica la propria legittimazione e punta a un raduno di Pontida dal profilo nazionale e internazionale.

Dall’altra crescono le voci di chi, soprattutto dal Nord e dalla Lombardia, chiede un cambio di passo, una maggiore attenzione ai territori e una gestione più collegiale.

Fontana non chiede esplicitamente le dimissioni di Salvini, ma le sue parole aprono chiaramente la porta a una revisione dell’attuale assetto.

E così, mentre Pontida si avvicina, la domanda non sembra più essere soltanto quale sarà il futuro della Lega. Il vero interrogativo riguarda quale Lega arriverà all’appuntamento: quella di Salvini oppure un partito capace di ritrovare, almeno in parte, la propria anima territoriale e settentrionale.

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