È durato oltre cinque ore l’interrogatorio di garanzia di Valter Lavitola, detenuto nel carcere romano di Rebibbia e accusato dalla Procura di Roma di essere il mandante dell’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci, avvenuto lo scorso 16 ottobre.
Davanti al gip del Tribunale di Roma, l’imprenditore ed ex editore dell’Avanti avrebbe ammesso di aver commissionato l’azione, confermando dunque l’ipotesi investigativa formulata dagli inquirenti.
Secondo quanto riferito dallo stesso Lavitola durante l’interrogatorio, tuttavia, la decisione sarebbe maturata con l’intento di tutelare il conduttore di Report. L’imprenditore avrebbe infatti sostenuto di aver agito «per il bene di Ranucci», ritenendo che il giornalista fosse già esposto a minacce e attentati.
La versione di Lavitola
La confessione rappresenta un passaggio rilevante nell’inchiesta. Lavitola avrebbe riconosciuto davanti al giudice il proprio ruolo di mandante, ma avrebbe fornito una ricostruzione delle motivazioni diversa da quella che potrebbe emergere dall’impostazione accusatoria.
Il punto centrale della sua versione riguarda infatti le ragioni che lo avrebbero spinto a organizzare l’attentato: non, a suo dire, l’intenzione di colpire Ranucci, bensì quella di proteggerlo da una situazione che l’imprenditore considerava particolarmente pericolosa.
Una ricostruzione che dovrà ora essere verificata alla luce degli altri elementi raccolti dagli investigatori e delle dichiarazioni rese nel corso dell’indagine.
Il nodo: Ranucci era al corrente?
Resta ancora un interrogativo fondamentale. L’avvocato di Lavitola, Sergio Cola, non ha chiarito se Ranucci fosse consapevole dell’attentato o se, al contrario, fosse completamente all’oscuro del piano.
Un elemento che potrebbe assumere un peso significativo nello sviluppo dell’inchiesta, soprattutto alla luce della versione fornita dall’imprenditore sulle motivazioni del suo gesto.
Le dichiarazioni rese a Rebibbia dovranno ora essere valutate dalla Procura e dal gip insieme agli altri elementi dell’indagine, per stabilire responsabilità, dinamica e finalità dell’attentato.












