Influenza aviaria H5N1, primo caso di contagio da gatto a uomo negli Stati Uniti

Un veterinario è risultato positivo dopo aver curato un gatto domestico infetto. Gli esperti invitano alla prudenza: il virus continua a preoccupare per il suo potenziale pandemico.

Negli Stati Uniti è stato documentato il primo caso noto di trasmissione del virus dell’influenza aviaria H5N1 da un gatto domestico a un essere umano. A essere contagiato è stato un veterinario entrato in contatto con un felino gravemente malato, senza utilizzare protezioni complete durante le cure.

Il caso, confermato dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), rappresenta un nuovo elemento di preoccupazione per gli esperti, che da tempo monitorano il virus H5N1 per il suo potenziale rischio pandemico.

L’episodio è emerso nell’ambito di un’indagine condotta tra novembre 2024 e gennaio 2025 su 19 gatti colpiti da forme gravi di influenza aviaria dopo aver consumato latte crudo, carne cruda o alimenti per animali non trattati termicamente. Nove dei felini sono risultati positivi al clade 2.3.4.4b del virus H5N1, uno dei ceppi maggiormente associati ai casi umani registrati finora.

La malattia nei gatti si è dimostrata estremamente aggressiva: 14 dei 19 animali coinvolti nello studio sono morti o sono stati soppressi a causa delle gravi complicanze provocate dall’infezione.

Dopo questi casi, le autorità sanitarie hanno monitorato 139 persone entrate in contatto con gli animali infetti, tra proprietari, veterinari e operatori coinvolti nel trasporto delle carcasse. Sebbene trenta persone abbiano manifestato sintomi influenzali, soltanto un soggetto è risultato positivo agli anticorpi contro il virus H5N1: un veterinario che aveva trattato uno dei gatti infetti.

Secondo i ricercatori, il professionista aveva eseguito procedure considerate ad alto rischio, tra cui intubazione e raccolta di campioni biologici, indossando guanti ma senza mascherina né protezioni oculari. Nonostante la positività al virus, l’uomo non ha sviluppato sintomi.

Gli esperti sottolineano che questo episodio rappresenta la prima prova documentata di trasmissione zoonotica dell’H5N1 da gatto domestico a essere umano. Per questo motivo raccomandano ai proprietari di evitare di somministrare ai propri animali latte crudo o carne cruda e invitano i veterinari a utilizzare adeguati dispositivi di protezione individuale.

I gatti possono infettarsi anche predando uccelli selvatici positivi al virus, motivo per cui molti specialisti suggeriscono di limitare le uscite all’aperto degli animali domestici, soprattutto nelle aree interessate dalla diffusione dell’aviaria.

Nonostante il caso confermato, le autorità sanitarie statunitensi continuano a considerare basso il rischio per la popolazione generale. Tuttavia il virus H5N1 resta sotto stretta osservazione da parte della comunità scientifica internazionale, soprattutto per la possibilità che future mutazioni possano facilitarne la trasmissione tra esseri umani.

Lo studio che descrive il caso è stato pubblicato sul Morbidity and Mortality Weekly Report dei CDC.