ROMA – Affluenza oltre il 45% alla chiusura dei seggi nella prima giornata del referendum sulla riforma della giustizia. Un dato significativo, registrato alle 23 di domenica 22 marzo, che conferma una partecipazione superiore alle ultime consultazioni analoghe e segnala un interesse diffuso su un tema tutt’altro che tecnico.
Si torna a votare nella giornata di lunedì 23 marzo, con seggi aperti dalle 7 alle 15. Saranno queste le ore decisive per determinare l’esito finale della consultazione.
Un voto che va oltre gli schieramenti
Il livello di partecipazione registrato finora suggerisce che il referendum ha intercettato un’attenzione trasversale. Non si tratta di un voto riconducibile alle dinamiche di maggioranza e opposizione, ma di una consultazione che tocca direttamente l’equilibrio del sistema giudiziario.
In gioco c’è infatti una revisione costituzionale che interviene su nodi centrali dell’ordinamento: dalla struttura della magistratura ai meccanismi disciplinari, fino ai rapporti tra i diversi organi.
Il quesito
Agli elettori viene chiesto di esprimersi su un testo ampio e articolato. Il quesito recita:
«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».
Un passaggio formale, ma dal contenuto sostanziale: il voto determinerà se confermare o respingere una riforma che punta a ridefinire equilibri e responsabilità all’interno della giustizia italiana.
Le ultime ore decisive
Dopo una prima giornata sopra il 45%, l’attenzione si concentra ora sulla partecipazione complessiva. Il dato finale sarà determinante non solo per l’esito del referendum, ma anche per il segnale politico che ne emergerà.
In un contesto spesso segnato dall’astensionismo, la risposta degli elettori appare già significativa. Ma sarà la giornata di oggi a scrivere l’ultima parola.













