MILANO – È arrivata una svolta nelle indagini sull’omicidio di Roberto Guerrino, l’interprete sessantenne trovato morto nel suo appartamento di via Oxilia, a Milano, lo scorso 13 giugno. Per il delitto è stato arrestato un diciannovenne di origine marocchina, che davanti al giudice ha confessato.
Il giovane è stato rintracciato e fermato alla stazione di Melzo al termine delle attività investigative. Determinante, secondo quanto emerso, l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che hanno consentito agli inquirenti di identificarlo e ricostruirne gli spostamenti.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, all’interno dell’abitazione sarebbe scoppiata una lite. Il diciannovenne avrebbe quindi colpito il sessantenne con una statuetta, provocandone la morte.
Dopo l’aggressione, il giovane si sarebbe impossessato di due telefoni cellulari e di un iPad appartenenti alla vittima. Successivamente si sarebbe allontanato dall’appartamento insieme a un diciassettenne che lo stava aspettando all’esterno dello stabile.
La confessione resa davanti al Gip rappresenta uno degli elementi centrali dell’inchiesta. Gli accertamenti proseguono per definire nel dettaglio la dinamica dei fatti e il ruolo delle persone coinvolte nella vicenda.













