Liste d’attesa, la Lombardia accelera: miglioramento del 21% sulle prestazioni urgenti

Migliora il rispetto dei tempi, Cup unico e Cabina di Regia spingono la riorganizzazione del sistema

Segnali di inversione di tendenza sul fronte delle liste d’attesa in Regione Lombardia. A due mesi dalla piena operatività della Cabina di Regia regionale, i numeri diffusi dal sistema sanitario lombardo indicano un miglioramento significativo, soprattutto per le prestazioni più urgenti.

Il dato che colpisce è quello relativo alla classe B, cioè visite ed esami da erogare entro dieci giorni: il rispetto dei tempi passa dal 58 al 79 per cento, con un balzo di 21 punti percentuali rispetto ad aprile dello scorso anno.

Un risultato che Palazzo Lombardia legge come il primo effetto concreto del nuovo modello di governance fondato su controllo centralizzato, recupero della capacità produttiva e integrazione progressiva del Cup unico.

Migliorano anche le prestazioni differibili

Non solo urgenze.

Anche le prestazioni in classe D, quelle da garantire entro 30 o 60 giorni, registrano un miglioramento sensibile: dal 64 al 75 per cento.

Il progresso, secondo i dati regionali, interessa in modo diffuso il territorio, con 28 erogatori pubblici su 32 che hanno aumentato il numero di prestazioni erogate nei tempi previsti.

Numeri che puntano a certificare un rafforzamento strutturale, non soltanto episodico.

Cabina di Regia e nuove agende

Al centro del cambio di passo c’è la Cabina di Regia voluta dall’assessore Guido Bertolaso, costruita su una logica di intervento operativo più che di semplice monitoraggio.

Il meccanismo agisce sulla riorganizzazione delle agende, sull’aumento degli slot disponibili e su una gestione calibrata del fabbisogno reale, attraverso responsabili aziendali dedicati e un coordinamento per macroaree territoriali.

Tra le novità anche agende dedicate per i pazienti cronici in classe P, pensate per rafforzare la presa in carico diretta.

Cup unico, cresce l’integrazione

Altro tassello chiave è il Cup unico regionale, che oggi copre il 53 per cento delle prestazioni pubbliche.

Sono 16 gli enti già attivi nel sistema, cui si aggiungono i primi otto soggetti privati accreditati integrati nel modello.

L’obiettivo è rendere il sistema più trasparente, correggere squilibri organizzativi e orientare i flussi verso le strutture con maggiore disponibilità.

Una leva che Regione considera strategica anche per contenere criticità e mobilità passiva.

Fontana: strada giusta, avanti con determinazione

Soddisfazione è stata espressa dal presidente Attilio Fontana, che ha ribadito la volontà di consolidare il percorso avviato, mentre Bertolaso ha rivendicato nella responsabilizzazione degli enti il motore di questa accelerazione.

Il messaggio politico e gestionale è chiaro: il tema liste d’attesa resta una delle partite decisive della sanità lombarda, ma i primi indicatori mostrano un cambio di direzione.

Ora la sfida è trasformare il miglioramento dei numeri in percezione concreta per i cittadini.