Addio a Carlo ChiodiVoce amica alla radio

Addio a Carlo ChiodiVoce amica alla radio

VARESE Se ne è andato Carlo Chiodi. Giornalista varesino, da tre anni direttore dei programmi di Radio Missione Francescana. Fondatore del Centro Culturale Kolbe. Punto di riferimento per la «scuola di comunità di giovani». Colonna portante del gruppo varesino di «Comunione e Liberazione». Conduttore di programmi per Rete 55. Malato da gennaio, ricoverano in ospedale da domenica sera, a 57 anni, lascia la moglie Jizel di origine turca e i due figli trentenni, Andrea e Giovanni.

LA SUA PASSIONE
Radio Missione Francescana, dove fu collaboratore per 16 anni e dirigente per 3, ha scelto di dirgli addio mandando in onda oggi e domani, a partire dalle nove, quattro puntate della trasmissione da lui ideata: «Cappuccini e Brioches». «Ammetto, quando ho sentito il nome pensavo si trattasse di uno scherzo» afferma Padre Gianni «ma poi ho dovuto ammettere che il titolo funzionava». La scelta è ricaduta sulle puntate: «La sagra della motta con Monti e il prevosto Donnini», «Intervista a Paolo Cremonesi», «I bambini della Manfredini e i mondiali di ciclismo» e «L’editorialista Marina Corradi parla dell’educazione dei ragazzi». Queste trasmissioni, infatti, ben descrivono quello che per Carlo Chiodi era la radio.

INFORMARE BENEUn mezzo per incontrare la gente, intrattenere, trasmettere valori e descrivere il nostro territorio. Per questi motivi, ma soprattutto per immediatezza e semplicità, la comunicazione radiofonica fu sempre la sua passione. Mandò nell’etere la sua voce fin dal 1975, quando la liberalizzazione delle frequenze consentì a lui, fresco di liceo classico, e agli amici Alberto Mentasti, Gianfranco Fabi e Paolo Cremonesi di fondare una radio indipendente: «Radio Super Varese». All’interesse per la comunicazione coniugò quella per il basket – conduceva una rubrica su questo sport il lunedì alle 11 del mattino. Gli stavano a cuore i temi di solidarietà e di volontariato. Amava il calcio e al suo carattere spiritoso si deve l’organizzazione della partita «Politici contro frati». Alla fede sapeva unire

uno sguardo laico, rispettoso delle idee altrui. Desiderava andare a fondo nelle cose. O meglio, come lui stesso ripeteva «leggere tra le righe» di ciò che accadeva a Varese tutti i giorni e che riportava nei suoi quattro notiziari giornalieri. Una delle sue trasmissioni più fortunate fu quella mandata in onda da un barcone sul lago Maggiore. Navigando, raccontava le storie delle persone, dei turisti, delle sponde e delle isole che incontrava. Le sue interviste si concludevano sempre con una domanda: «Dimmi quello che ti sta a cuore?» Secondo Padre Gianni, a quella domanda l’amico Carlo avrebbe risposto: «La fede in Gesù Cristo. La famiglia. Gli amici. E il Milan». Giovedì 30 aprile alle 14, nella basilica di San Vittore, i funerali.Adriana Morlacchi

e.marletta

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google