– Addio a un altro pezzo di Varese: se ne va la libreria Salesiana. Si abbassa la serranda su 40 anni di vita, una fetta d’esistenza varesina che non tornerà più. In tanti sono cresciuti tra gli scaffali della libreria don Bosco di via Battisti, che chiuderà i battenti a fine anno.Il motivo, anche se non diretto, è economico.«Il discorso è
purtroppo semplice – spiega , direttore amministrativo risorse umane di Elledici, che qualche decennio fa ha rilevato il negozio – Come Elledici, la libreria avrebbe anche potuto continuare il proprio lavoro. Purtroppo l’immobile, per essere agibile, necessita di adeguamenti che la proprietà oggi non si sente di effettuare».L’opzione di riaprire da un’altra parte non è nei piani della società editrice piemontese.
«In questo momento l’azienda è impegnata in un piano di risanamento e non è in grado di operare per un trasferimento. L’unica decisione possibile rimane la chiusura. Le dipendenti sono state le prime a essere informate, per capire se fosse possibile organizzare una rilocazione che le vedesse protagoniste. È in corso un dialogo. Vediamo se riusciamo a non far perdere le tracce della libreria salesiana».
Una magra consolazione per chi, in quella libreria ha investito impegno e passione.
«Mi dispiace per i clienti più anziani – dice , responsabile del negozio – e per quelli di lungo corso. L’altro giorno un signore si è persino messo a piangere. Questo fa crescere la consapevolezza che mancherà uno spazio in cui andare».
«Speravo – riprende – di portare avanti l’eredità di (la responsabile scomparsa nel gennaio 2014) che ha dedicato la vita a questo negozio mettendosi, al di là del lavoro, sempre a disposizione, con passione e disponibilità, per chi aveva bisogno, senza guardare l’orologio, pronta a trasferte lunghe e faticose o a offrire un caffè per fare quattro chiacchiere». Non sono mancate le reazioni. «Tanti cercano di capire come dare una mano», ma per proseguire l’attività ci vorrebbe un “miracolo”.«C’è persino chi
ha pensato a una raccolta firme per chiedere di non chiudere il negozio. D’altro canto, però, anche trovare qualcuno con una disponibilità economica tale da permettere un investimento del genere vista anche la crisi dell’editoria sembra impossibile».«Purtroppo – dice , commessa della libreria – mancherà un punto di riferimento per i cattolici. È un piccolo mondo quello delle librerie religiose, il 4% per cento dell’editoria, ma presente e vivo. Siamo piccoli, ma anche noi abbiamo il nostro peso umano e di quotidianità».
Nella palazzina di via Battisti il negozio c’è da 38 anni, in 31 dei quali è stata presente , volto storico della libreria.
«Da sempre è un punto di incontro anche degli stessi parroci, che magari non riescono a incontrarsi negli appuntamenti istituzionali, ma si ritrovano per caso qui e ne approfittano per discutere e confrontarsi».
Un punto di riferimento per i libri cattolici e quelli della catechesi. «Sono passati da qui tantissimi bambini, alcuni di loro da grandi sono diventati sacerdoti e almeno un paio ci hanno raccontato che la loro vocazione è nata tra questi scaffali, col naso tra i nostri libri».
Da sempre il valore aggiunto riconosciuto è l’attenzione ai clienti. «In molti casi si può parlare di vere amicizie, piuttosto che di rapporti di lavoro».
L’amarezza è forte perché la chiusura avviene in un periodo in cui gli affari andavano bene.
«Qualche mese fa avevamo ricevuto i complimenti dai responsabili per la nostra bravura nell’organizzare, per gli eventi realizzati, per l’impegno e la risistemazione degli spazi. Poi a distanza di sette mesi si chiude. Se avessimo avuto la possibilità economica, avremmo già fatto qualcosa, non possiamo obbligare a sostenerci. Ci vorrebbe un aiuto a trovare un acquirente».













