Addio al campetto dei Giardini Ci giocarono generazioni di varesini

Nella città della pallacanestro per eccellenza, il rettangolo da gioco era stato lasciato abbandonato da tempo

– Chi si ricorda il campetto da basket dei Giardini Estensi? Nella città della pallacanestro per eccellenza, ogni lingua di asfalto consacrata alla palla a spicchi dovrebbe avere una certa importanza. Non è così, non sempre almeno: il rettangolo da gioco immerso nella bucolica cornice del parco cittadino numero uno è da tempo abbandonato.

È un luogo un po’ nascosto, ombreggiato, in alcuni momenti forse mal frequentato, ma si tratta (o meglio) si trattava di un punto storico per generazioni di amatori che vi hanno trascorso mattine e pomeriggi cercando di emulare le gesta dei campioni.

Niente canestri, scomparse le linee che delimitavano non solo l’area e la lunetta ma anche, metaforicamente, la passione, nessun eco di rimbalzi: il quadro attuale si presenta così. Chi rimpiange il passato c’è ed è, per esempio, il nostro lettore . Ieri ci ha scritto una lettera: «Da anni ormai seguo il degrado e l’abbandono del campetto, dove da bambino io,

come tanti ragazzini della mia città, passavamo interi pomeriggi sfidandoci e radicando nella nostra cultura la passione per uno sport che della città stessa ne era la magia. Erano i tempi della mitica Mobilgirgi, gli anni in cui la Pallacanestro Varese si era appena aggiudicata la Coppa Campioni per la quinta volta, battendo il Real Madrid nella finale di Ginevra».

«Ora sono felice che in qualche modo in giro per Varese vengano celebrate con cartelli rappresentativi le gesta di eroi simbolo di una pallacanestro e di un mondo che non esiste più, ma sono altrettanto costernato e indignato nel vedere come la stupidità sia totalmente priva di memoria storica e di prospettiva costruttiva verso luoghi che potrebbero far nascere passioni. Vorrei, come cittadino, delle spiegazioni riguardo tale assurdità». Riportiamo l’intervento integralmente, perché confezionato con parole che rendono davvero, e meglio di altre, l’importanza del luogo in oggetto. Una risposta arriva ed è quella dell’assessore all’Ambiente del Comune di Varese .
Non ci sono speranze per gli appassionati: «Conosco lo stato del campetto. È un po’ imboscato e soprattutto d’estate non gode di ottima frequentazione. L’idea dell’amministrazione è quella di convertirlo».
Come? «Sono due i progetti in cantiere – prosegue l’assessore – Quello che attualmente ha le maggiori possibilità di verificarsi è trasformare quello spazio in un Giardino Unicef, ipotesi già avviata prima che io entrassi in carica. Altrimenti stiamo valutando le richieste del Teatro Zattera di Varese, che ci ha chiesto di farne un’area per eventi estivi. Così, comunque, non rimarrà».
Piuttosto che il deserto e l’abbandono, le soluzioni proposte fanno tirare almeno un sospiro di sollievo. Tranne, forse, a chi rimarrà con l’inguaribile nostalgia di un cimelio cestistico perduto.