Addio al festival dei cartoons Pochi soldi e fatture non pagate

Addio al festival dei cartoons Pochi soldi e fatture non pagate

VARESE Dopo due stagioni di successo, la primavera varesina perde il suo festival internazionale del cartone animato. Gli appassionati del genere la stavano già aspettando la terza edizione di «A-Tube, the Global animation film festival» dedicato esclusivamente ai cortometraggi di animazione provenienti da tutto il mondo e che invece, ormai è ufficiale, non avrà luogo. Almeno non quest’anno, anche perché ad oggi non sono ancora stati saldati tutti i conti dell’ultima edizione. Colpa della Pro Loco di Varese, che aveva prestato il proprio supporto al neonato festival come associazione «filtro» tramite cui accedere ai

finanziamenti pubblici di Comune, Regione e Provincia, che pure sono arrivati puntuali per un totale di circa 12 mila euro. «Per allestire la pista del ghiaccio in piazza Repubblica questo inverno abbiamo dovuto anticipare dei soldi che contavamo di recuperare con le sponsorizzazioni, ma non è andata così e questo ci ha creato problemi di liquidità che purtroppo hanno coinvolto anche il festival di A-Tube, e questo ci dispiace moltissimo», spiega il presidente della Pro loco di Varese, Giancarlo Di Ronco, assumendosi implicitamente la responsabilità dei «disguidi finanziari» di cui è stato vittima il festival.

Probabilmente è stata proprio questa situazione a scoraggiare gli organizzatori dal proporre una terza edizione comunque dispendiosa, dato che il finanziamento degli enti locali rappresenta circa un terzo del budget del festival che per il resto puntava molto su sponsorizzazioni e partner esterni, oltre che sulla passione di molti collaboratori. Ecco spiegato come una piccolo festival ai primi passi sia riuscito a portare in città mostri sacri dell’animazione come Bruno Bozzetto ed Enzo D’Alò e, nell’ultima edizione anche Maurizio Nichetti e l’israeliano Yoni Goodman, direttore di «Valzer con Bashir», film rivoluzionario sotto il profilo della tecnica di animazione. In più in poco tempo il festival di A-tube era riuscito a crearsi una serie di collaborazioni nazionali ed europee con scuole di cinema e realtà cinematografiche importanti anche grazie a un paio di idee originali come il lancio del «The golden storyboard», l’unico concorso al mondo interamente dedicato ai disegni che precedono la realizzazione di un film.

Tanti ingredienti che avevano fatto di A-Tube un punto di riferimento non solo per i giovani appassionati di cinema varesini (basti pensare che quest’anno anche Milano si è dotata di un nuovo festival dedicato esclusivamente ai corti di animazione), per l’orgoglio del suo ideatore e direttore Giorgio Ghisolfi, regista varesino esperto in effetti speciali e tecniche digitali, che tra l’altro ha collaborato alla realizzazione di grandi successi come «La gabbianella e il gatto» e «Momo alla

conquista del tempo». Proprio in questi giorni, l’anno scorso, veniva presentata la seconda edizione di A-Tube e Ghisolfi, attualmente fuori città, si riserva di intervenire sull’argomento appena rientrato per tracciare un bilancio dell’esperienza di questi due anni e provare a rilanciare l’idea per il prossimo anno. Certo, per un festival giovane prendersi un anno di pausa non è la prospettiva migliore, ma l’idea ha già dimostrato di funzionare e, toccando i tasti giusti, potrebbe anche riprendere quota.

Lidia Romeo

e.marletta

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