Roma, 1 dic. (Apcom) – Nel discorso che terrà oggi sull’Afghansitan a West Point, il presidente Usa Obama annuncerà il numero dei rinforzi americani nel paese e delineerà i tratti salienti della nuova strategia degli Stati Uniti e degli alleati. Secondo fonti diplomatiche citate dal Washington Post Obama espliciterà la sua intenzione di mandar altri 34.000 soldati nel paese, che sommati ai 22.000 già inviati durante l’anno e a qualli già presenti nel paese porterà il totale delle forze Usa a oltre 100.000. Agli alleati, Obama chiederà rinforzi per circa 6.000 uomini in modo da portare il totale dei rinforzi ai 40.000 richiesti tempo fa dal generale Usa Stanley McChrysta.
Le nuove truppe dovrebbero raggiungere il paese dall’inizio di gennaio. Fonti militari precisano tuttavia che nessuna decisione specifica è stata presa su quali unità dovranno partire.
L’invio dei rinforzi, come si è appreso sempre da fonti diplomatiche ieri, è condizionato a una, seppur molto
lenta, exit strategy. Man mano che il discorso di Barack Obama si
avvicina (il presidente parlerà domani sera dall’accademia di
West Point) si fanno sempre più chiare le direttrici della nuova
strategia militare per uscire dalla guerra iniziata nel 2001. Lo
ha confermato ieri anche il portavoce della Casa Bianca,
Robert Gibbs, spiegando che di certo Obama dirà che l’impegno
americano “non è a tempo indeterminato”.
In attesa dell’intervento del presidente alla nazione l’ordine
di invio delle truppe è intanto già stato dato. Obama ha
comunicato la sua decisione ai generali nello Studio
Ovale ufficializzando così la decisione che sarà comunicata agli
americani solo domani sera.
L’annuncio che Obama si appresta a fare alla nazione
sottolineerà il nuovo ruolo che il governo afgano dovrà avere
nella conduzione della guerra. “Siamo lì per addestrare le forze
di sicurezza locali perché possano affrontare la resistenza”, ha
detto Gibbs in linea con le voci che parlano di una buona fetta
del contingente destinata all’addestramento dell’esercito di
Kabul.
La decisione dunque è stata presa, il primo dei leader stranieri
a discuterne con Obama è stato il presidente del Consiglio
italiano, Silvio Berlusconi, con cui Obama ha parlato
telefonicamente mercoledì scorso. Dopo la discussione con la
squadra della Sicurezza Nazionale Obama ha avvisato il segretario
alla Difesa, Robert Gates, il segretario di Stato, Hillary
Clinton e diversi leader stranieri. Tra questi due dei principali
alleati, il presidente francese Nicolas Sarkozy, e il premier
britannico Gordon Brown, con cui Obama ha avuto un colloquio in
videoconferenza dopo che il primo ministro inglese aveva
informato il Parlamento di Westminister dell’invio di altri 500
uomini a Kabul. A Sarkozy Clinton ha chiesto di supportare lo
sforzo americano con altri 1.500 soldati.
VGP
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