VARESE «Venite, presto! C’è papà con una pistola in mano. Vuole fare un massacro».La telefonata, a dir poco allarmante, è giunta ieri sera attorno alle 21.15 ai centralini della Questura. La voce, impaurita, era quella di un bambino.Per fortuna, alla prova dei fatti, si è rivelato un falso allarme. Ma gli agenti della squadra Volante hanno preso molto sul serio la chiamata e, in forze, hanno raggiunto e bloccato via San Francesco, in pieno centro: era lì, secondo il bambino, che stava per compiersi la strage. I poliziotti hanno raggiunto la strada a sirene spiegate. Tutti indossavano il giubbetto antiproiettile, pronti ad affrontare una situazione potenzialmente molto pericolosa. Almeno quattro le pantere impiegate. Due agenti hanno bloccato i due lati della via: quello che dà su piazza della Motta
e quello che si affaccia su piazza Monte Grappa. Il traffico è stato deviato. Della spaventosa lite in famiglia, tuttavia, nessuna traccia. Anche le persone che vivono in quella strada, allarmate dal trambusto, sono state ascoltate dagli agenti. Ma la fantomatica famiglia “Miglio” o “Mille” non la conosceva nessuno. Né alcuno ha detto di aver udito le urla tipiche di un furioso alterco.Dopo aver battuto palmo a palmo la strada senza risultato, gli agenti hanno tirato un sospiro di sollievo. Ma subito dopo sono scattate le indagini per rintracciare l’utenza telefonica da cui era giunta la telefonata.Era davvero un bambino, quello alla cornetta, oppure qualcuno ha voluto scherzare con il fuoco camuffando la propria voce? In questo secondo caso, l’autore della zingarata rischia come minimo l’accusa di procurato allarme.
s.bartolini
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