– A tagliare il nastro della Nuova Brunella, il centro multiservizi per le disabilità e la famiglia inaugurato ieri mattina in via Crispi, proprio a due passi dalla chiesa dei frati minori francescani, non sono state chiamate le autorità, pur presenti in massa alla cerimonia di apertura della preziosa struttura destinata alla solidarietà. Le forbici per spezzare la striscia di tessuto tricolore sono state infatti consegnate a , uno dei ragazzi che ha trovato nella Fondazione Renato Piatti onlus, il cui motto è «prima la persona, poi il
disabile», un sicuro approdo. «Maurone», come è stato chiamato da uno degli amici durante il taglio del nastro, è apparso discretamente, quasi in punta di piedi, davanti a , presidente della Fondazione, a , direttore della onlus, al vescovo , al presidente della Provincia , al sindaco , a , direttrice dell’Asl, e al pubblico arrivato numeroso alla inaugurazione. Il tempo dunque di una veloce sforbiciata e Mauro ha lasciato in fretta la scena mentre gli occhi di tutti si concentravano sull’insegna della Nuova Brunella, scoperta poi dagli organizzatori.
Chi ha seguito, e non solo con lo sguardo, «Maurone», mentre rientrava nell’imponente stabile di 4.000 metri quadrati che è stato appena rimesso a nuovo, ha potuto toccare con i propri occhi la realtà della Nuova Brunella, disposta su cinque livelli colorati. Il primo – verde “acido” – è il centro riabilitativo per quei bambini e quegli adolescenti a cui è stata diagnosticato l’autismo. Ogni stanza del piano è la fedele replica di una zona dove si muovono, ogni giorno, i ragazzi: un’aula, molto raccolta, riproduce fedelmente quella della scuola, così accade per la palestra e per gli altri ambiti della quotidianità fino ad arrivare a una riproduzione della casa.
Ci si emoziona visitando l’edificio e passando da un colore all’altro: il secondo livello è giallo pesca e di questo frutto ha la dolcezza della polpa e la compattezza del suo nocciolo. Proprio così è il centro residenziale per giovani e adulti con disabilità intellettive che hanno, però, una buona autonomia. Gli ospiti di questa casa hanno l’opportunità di vivere in modo indipendente ma, nello stesso tempo, protetti, pur non vivendo più nella loro abitazione d’origine. È un supporto molto utile anche per le famiglie, in particolare per i genitori che, con l’avanzare dell’età, fanno sempre più fatica a sostenere i propri figli con disabilità.
Salendo le scale della Nuova Brunella, ci si trova davanti a un enorme cartellone che raffigura il muro della solidarietà. Tanti mattoncini portano già il nome di un benefattore, pochi sono vuoti ma verranno di certo riempiti molto presto, come si capisce dalla tanta gente che ieri è entrata nella rinnovata struttura, per vederla con i propri occhi.
Gli altri livelli completano la missione della rinata Brunella: le sedi della Fondazione Renato Piatti, dell’Anffas Varese e dell’Associazione Sportiva Ada si trovano sul piano blu, in quello arancio c’è il centro per la famiglia, gestito in collaborazione con Asl Varese e con l’Istituto La Casa, mentre in quello viola spicca il consultorio familiare che, dal 1966, promuove attività assistenziale.
La Nuova Brunella ha cambiato immagine in poco più di un anno ed è costata 3 milioni e mezzo di euro. Ma Fondazione Cariplo, Anffas onlus Varese, l’Istituto La Casa e tanti altri benefattori non hanno fatto mancare il loro contributo per realizzare un’opera la cui ideazione è stata condivisa con le istituzioni del territorio e della regione. Con tutte le parole pronunciate dalle tante personalità presenti all’inaugurazione si potrebbe scrivere un libro.
Quelle che sono arrivate più al cuore – compreso quello di «Maurone» – le ha dette padre , prendendole a prestito dalle Laudes Creaturarum di San Francesco e integrandole con l’attualità: «Laudato sie mi’ Signore per la Nuova Brunella».













