Allagamento e calcinacci E l’ecografia chiude

Allagamento e calcinacci E l’ecografia chiude

VARESE L’ospedale di Varese ha riacquistato consensi da parte della popolazione nell’ultimo anno, ma il bilancio positivo è stato beffato questa mattina, mercoledì 23 dicembre, dall’ultimo inconveniente. Sì, perché il gelo che in questi ultimi giorni sta attanagliando Varese non ha risparmiato il Circolo che ha dovuto sospendere la consueta seduta di ecografie a causa di un allagamento inatteso. Tutta colpa delle vecchie tubature dell’ex padiglione della geriatria, nel vecchio ospedale di Circolo che non hanno retto alle temperature polari e sono esplose all’altezza del secondo piano, provocando l’allagamento di sale e corsie sottostanti. L’edificio era caduto in disuso poco dopo l’inaugurazione del nuovo monoblocco e tutti e sei i piani fuori terra risultano vuoti da due anni. Ma sotto, accessibili dal vecchio tunnel, sono sempre rimaste in funzione le vecchie sale dell’ecografia, ed è qui che l’acqua fuoriuscita senza controllo ha fatto i suoi danni: allagati gli ambulatori che ospitano l’ecografo mentre mentre alcuni calcinacci sono caduti a terra. L’incidente ha avuto l’effetto di rendere immediato

il trasferimento delle apparecchiature (che non sembrano aver subito danni) nel padiglione Santa Maria, come peraltro doveva già avvenire in autunno se non ci fossero stati dei rinvii all’ultimo minuto. Il disagio maggiore è stato quello dei 20 pazienti che avrebbero dovuto sottoporsi all’esame e che invece hanno perso la seduta. Ma l’ospedale assicura che saranno tutti richiamati presto per fissare un nuovo appuntamento entro la fine dell’anno.Il freddo è responsabile anche di un altro guasto all’ospedale di Circolo, questa volta all’impianto frigorifero provvisorio che ha accusato dei problemi nel processo di raffreddamento dell’acqua usata dalla diagnostica per immagini del nuovo monoblocco. In questo caso l’intervento è stato semplice e tempestivo e non ha influito sull’attività dei diagnostica che è proseguita regolarmente. «L’impianto provvisorio funzionerà ancora fino all’estate, cioè fino a quando la nuova centrale termica non sarà pronta a svolgere tutte le funzioni, anche quella di raffreddamento che per ora è rimasta a carico dell’impianto provvisorio», ha spiegato il direttore generale dell’azienda ospedaliera Walter Bergamaschi.

s.bartolini

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