– Cooperative dopate, maxi evasione da 63 milioni di euro: l’arresto dell’ex patron del Varese calcio scoperchia il business delle coop truffaldine in area Malpensa. E Confcoperative dice basta: «Fermiamo la cooperazione spuria, fermiamo l’illegalità – dice chiaramente , presidente dell’Unione Interprovinciale Confcoperative Insubria – La cronaca di questi giorni ha riportato giustamente all’evidenza la gravissima situazione maturata per anni attorno all’area aeroportuale di Malpensa». Frangi lancia un’iniziativa
a carattere nazionale: «Abbiamo già annunciato l’intenzione di Confcooperative di costituirsi parte civile contro le false cooperative. Queste realtà ci danneggiano sotto il profilo dell’immagine, c’è un aspetto di concorrenza sleale e di dumping contrattuale – spiega – ma oltre a questo servono interventi legislativi per rendere più efficaci i controlli contro i disonesti e serve rilanciare l’azione dell’osservatorio provinciale della cooperazione per garantire un efficace orientamento dell’attività ispettiva».
Rosati è stato arrestato mercoledì scorso. Con lui anche l’ex ad del Varese calcio , l’ex calciatore del Varese e altre cinque persone.
Per gli inquirenti Rosati era il dominus della Expo Job Spa, consorzio di logistica, facchinaggio, trasporti, che strizzava l’occhio alle multinazionali, faceva prezzi ottimi, ma utilizzava delle cooperative che aprivano e chiudevano in meno di due anni, con elusione di Iva, imposte e contributi. In pratica, dei «serbatoi di manodopera» a basso costo.
Tra le sigle utilizzate alcune sono comparse, negli anni scorsi, nelle vertenze sindacali della zona cargo a Malpensa, come la Airservice, ma ci sono anche altre sigle da decifrare: Fashionwork, Fly Job, Cargo Logistica, Expotranscoop, Power Logistic. E Frangi contro «sedicenti imprenditori, commercialisti e consulenti senza scrupoli», chiede la collaborazione dei sindacati.
La risposta all’appello arriva immediata da segretario regionale di Cub Trasporti: «Non posso che fare un plauso alla posizione presa da confcooperative – dice Canavesi – Facciamolo. Agiamo insieme per scardinare questo sistema».
Canavesi aggiunge: «Un sistema che danneggia lavoratori, cittadini e naturalmente le vere cooperative che lavorano onestamente. Un sistema permesso anche dall’assenza dei controlli da parte del ministero per le Attività Produttive che ha brillato per assenza in quest’ambito».
Il sindacalista chiama in causa anche i committenti: «La corsa ad avere un servizio pagato il meno possibile ha portato a questo – conclude senza troppi giri di parole Canavesi – I committenti, e tra questi ci sono anche enti locali, hanno preferito chiudere gli occhi, non controllare, pur di contenere i costi».













