Alta tensione a Palazzo Estense Blitz dai toni alti dei forconi

Alta tensione a Palazzo Estense
Blitz dai toni alti dei forconi

Alta tensione a Palazzo Estense. L’anno politico, con il primo consiglio comunale del 2014, è partito tutt’altro che bene per l’amministrazione comunale. Che in una sola seduta si è trovata a dover fare i conti con la spaccatura ufficiale dell’ex partito di maggioranza relativa, il Pdl, che si è diviso in Forza Italia e nell’altro gruppo che, se formalmente si chiamerà ancora Pdl, di fatto rappresenta il Nuovo centrodestra. Spaccatura tutt’altro che indolore, quest’ultimo ha votato insieme all’opposizione sulla mozione per il “Patto dei

sindaci”, proposta dal consigliere comunale del Pd Luca Conte, contro il parere della giunta. I voti del Nuovo centrodestra sono stati fondamentali per far passare la mozione, che propone l’adesione a questo protocollo per la lotta all’inquinamento. Protocollo che, mentre quattro anni fa era stato approvato dallo stesso centrodestra, oggi vedeva la giunta contraria perché, secondo l’assessore all’Ambiente Stefano Clerici (Forza Italia), «comporterà di fatto solo un aumento di burocrazia, mentre non darà nessun incentivo o strumento alle amministrazione per fare qualcosa di concreto».

Dal Pdl il neocapogruppo Matteo Giampaolo ribadisce tuttavia che «la posizione della maggioranza è sempre stata a favore, non siamo noi che abbiamo cambiato idea». Insomma, uno scontro politico in piena regola, dove la mozione è stata probabilmente una scusa per misurare i muscoli tra i due nuovi partiti nati dalla fine del Pdl.

Alla fine della seduta i “forconi”, guidati dal responsabile del Comitato 9 dicembre Cristiano Pala, hanno chiesto la parola ponendo al sindaco Attilio Fontana (che avevano già incontrato prima) di aderire alla protesta fiscale, rifiutandosi di pagare le tasse allo Stato.

Fontana ha ribadito che «non è nei nostri poteri. Lo Stato infatti preleva direttamente dalle tasche dei cittadini, mentre prima i soldi passassero dalle nostre casse potremmo farlo. Mentre sulla violazione del patto di stabilità non è possibile perché nessun dirigente firmerebbe di fatto un atto illegittimo».

I forconi hanno poi chiesto al sindaco di dichiarare la bancarotta del Comune «in modo da imporre al governo di pagare i debiti», così da non pagare le tasse. «Se facessi questo – ha ribadito Fontana – il governo commissarierebbe il Comune, facendo pagare il deficit aumentando in ogni modo possibile le tasse».

Il confronto è stato molto movimentato all’inizio. Prima delle domande, infatti, Pala ha “denunciato” il fatto che durante la seduta il consigliere comunale della Lega Nord Emanuele Monti «guardasse Facebook sul pc invece di prendere parte ai lavori. Dal momento che è pagato con i nostri soldi, chiediamo se sia qui per lavorare, perché se vuole andare su Facebook può farlo a casa sua».

Prima delle domande c’è stato un battibecco tra Fontana e una manifestante sul reciproco rispetto. Il sindaco non ha apprezzato il modo in cui i forconi hanno chiesto la parola, e la manifestante ha detto «noi vi abbiamo ascoltato fino adesso». Fontana ha ribadito «in consiglio comunale si viene per ascoltare e seguire i lavori». E la manifestante «c’è democrazia o no?». Un battibecco, che però si è riusciti a contenere.

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