VARESE (lr) Le scuole di San Fermo, Valle Olona e Belforte che fanno capo all’Istituto comprensivo Varese 4 sono state scelte come realtà pilota per sperimentare un nuovo progetto di «educazione sociale ed emotiva». «Sessualità e prevenzione degli abusi per bambini e ragazzi dai 3 ai 18 anni», il sottotitolo di questa iniziativa, promossa dall’Associazione scuole di Varese (Asva) in collaborazione con l’assessorato ai servizi educativi del Comune di Varese e partita martedì con un convegno ospitato dall’ex cinema Rovoli cui hanno partecipato circa duecento persone tra docenti, presidi, psicologi ed educatori. Mentre ieri pomeriggio, alla media Salvemini di via Brunico, i docenti delle scuole interessate hanno iniziato il loro percorso formativo con Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva e medico-ricercatore dell’Università di Milano. Lo scopo del progetto è quello di educare sin da piccolissimi i ragazzi all’affettività, in modo che crescendo sappiano affrontare le relazioni familiari e di coppia senza inciampare in eccessi che possono avere anche conseguenze irrecuperabili. A spiegare le ragioni di questo nuovo percorso, studiato per incidere nel lungo periodo sulla formazione dei ragazzi, è stato il presidente di Asva Lucio Valli, che ha chiamato in causa la cronaca, quella recente e recentissima nazionale che racconta di una ragazzina di 19
anni pronta ad assoldare un killer per uccidere i genitori, oppure al condanna subita dai genitori di un ragazzo poco più che tredicenne reo di le violenze su una coetanea, riconosciuti colpevoli di mancata educazione ai sentimenti e alle emozioni. «E poi ci ricordiamo dell’omicidio del giovane di Dean Catic per mano di due ragazzi, proprio qui a Varese – ha ricordato Valli – con i giornali e l’opinione pubblica che per mesi si sono interrogati sulla responsabilità degli adulti che avevano avuto a che fare con gli assassini, la famiglia certo ma anche la scuola», ha detto Valli citando anche le linee guida del patto educativo dell’osservatorio regionale lombardo. In particolare nel punto in cui considera la tendenza dei ragazzi a portare a scuola anche la sofferenza individuale e il disagio relazionale, quindi «la scuola si fa carico anche dei conflitti individuali affettivi e di quelli sociali del territorio e su questo crea un’alleanza educativa e formativa con la famiglia».Il progetto pilota nelle scuole della Circoscrizione durerà quattro anni, da qui al 2013, e prevede la formazione prima dei docenti e poi ciclica dei genitori «sull’educazione all’affettività , alla sessualità e prevenzione dell’abuso», per favorire un contesto adatto all’introduzione dei progetti nelle classi.
e.marletta
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