VARESE Un infermiere italiano di 31 anni, domenica sera, intorno alle 19, è stato preso a sberle nel triage del pronto soccorso dell’ospedale del Circolo. Ad aggredirlo un paziente arrivato al pronto soccorso per essere sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio. L’infermiere, in seguito alle percosse subite, dovrà stare 7 giorni in malattia. Il paziente è stato bloccato, tranquillizzato e poi sottoposto alle cure di cui necessitava. «Esprimo la mia solidarietà all’infermiere, nella speranza che le misura di sicurezza apportate possano gestire situazioni simili» ha dichiarato Walter Bergamaschi, il direttore generale dell’ospedale del Circolo. Qualche settimana fa, infatti, attraverso una linea telematica
e telefonica, è stato attivato un collegamento diretto tra pronto soccorso e centrale operativa della questura. «Episodi come questo sono un’ulteriore conferma del fatto che coloro che operano in prima linea all’ospedale dovrebbero avere riconoscenza da parte di tutti, anche da parte degli utenti dell’ospedale» continua Walter Bergamaschi. Gli infermieri sono incaricati di pubblico servizio, quindi non possono difendersi. In loro aiuto devono accorrere le forze dell’ordine. Quando si verificano casi simili, i pazienti violenti vengono tenuti in pronto soccorso invece di essere ricoverati in reparto. Episodi come questi sono rari, ma in leggero aumento negli ultimi mesi all’ospedale di Varese.
s.bartolini
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