Ancora ricerche in Val Grande. L’ultimo avvistamento lunedì

Ieri quaranta uomini sulle tracce del diciannovenne Paolo Rindi. Un escursionista: «Stanco e senza cibo». In azione i cani molecolari

– Oggi è il terzo giorno di ricerche di , lo studente di filosofia di 19 anni, residente a Varese, disperso in Val Grande, dove si trova da otto giorni. Le ricerche all’inizio si sono concentrate sopra Pian di Boit, con quattro elicotteri e 40 uomini a piedi. Questo perché sul registro compilato nel bivacco il 31 gennaio, Rindi, per indicare la sua direzione, aveva scritto «va in su». I soccorritori hanno passato al setaccio la zona alta, fermandosi dove la neve risultava immacolata. L’assenza di tracce non lascia dubbi: di lì Rindi non è passato.

I soccorritori, consultando l’anagrafe di Domodossola, sono riusciti a contattare Gregor, l’escursionista che aveva incontrato Rindi il 31 gennaio nel bivacco. «Il nome non comunissimo ci ha aiutato a rintracciarlo – spiega , responsabile della decima delegazione Val d’Ossola del soccorso alpino – Gregor ci ha raccontato per fila e per segno il percorso che aveva intenzione di fare Paolo, confermandoci che eravamo sulla pista giusta. Ci ha anche detto che Paolo appariva stanco e che aveva finito le scorte di cibo. Inoltre, Gregor ci ha raccontato di aver dimenticato nel rifugio una scatoletta di tonno. Siamo tornati nel bivacco e abbiamo scoperto che quella scatoletta era stata mangiata». Sarà stato Rindi ad aprirla e a cibarsene? Nella giornata di ieri è arrivata anche l’importante testimonianza di un altro escursionista che ha detto di aver visto Paolo lunedì, a metà mattinata, lungo il sentiero tra Pogallo e Cicogna, quindi nella parte bassa della Val Grande. Ieri le prime ricerche nella zona non hanno portato a nulla. Ma da qui si riprenderà a cercare oggi, con otto unità cinofile molecolari, una per ognuno dei sentieri che da Cicogna portano ad eventuali bivacchi. In campo ci sono il soccorso alpino, la Croce Rossa, i vigili del fuoco e la guardia di finanza. I genitori di Paolo sono sul posto, in attesa di poter riabbracciare il proprio figlio. Grande apprensione anche tra gli amici. Paolo suona con il gruppo musicale The RadioAut, che ha postato sulla bacheca di Facebook questo messaggio: «I RadioAut annunciano che Paolo Rindi, tastierista della band, risulta disperso in Val D’Ossola da sabato scorso. Chiunque abbia notizie le comunichi al soccorso alpino della zona che lo sta cercando da giorni. Ogni minuto è fondamentale. Caro Paolo, il nero a noi sta malissimo. Quindi ti chiediamo, anzi pretendiamo che tu venga alle prove settimana prossima. Un abbraccio, resisti, ti veniamo a prendere».

Probabilmente Paolo è stato attratto dal fascino del silenzio che la Val Grande sa offrire. È l’ipotesi che fa , autore di “Val Grande ultimo paradiso”, edito da Alberti: «Il silenzio della Val Grande aiuta e favorisce un colloquio con se stessi. Credo che sia questo che può attrarre uno studente di filosofia, attento per definizione ai particolari della natura. Che cammina cogliendo la grande ricchezza che offre una montagna che combina natura, flora e fauna alle testimonianze lasciate dagli uomini che ci hanno preceduto». Paolo ha dalla sua parte un inverno non freddissimo, caratterizzato da inversione termica in montagna. C’è chi ce l’ha fatta in condizioni peggiori. Per fare un esempio: 30 anni fa c’è stato il caso di un professore tedesco che è sopravvissuto con il figlio per sei giorni e cinque notti, senza mangiare nulla, ad una altezza di oltre 3 mila metri.