– Ad Avigno tenere aperti ad agosto è una tradizione di famiglia. Lo faceva il capostipite Alfredo, lo ha fatto Roberto, lo farà – anche quest’anno – la terza generazione rappresentata da Marco.
La passione per un mestiere che negli anni ha cambiato i propri connotati è la prima ragione di questa scelta; a ruota seguono l’abnegazione verso il cittadino e la convenienza – certamente anche economica – di essere un punto di riferimento per tutti, anche oltre i confini del quartiere.
Prosegue la nostra iniziativa degli “Aperti per ferie”: diamo spazio ai nomi, ai volti e alle storie dei commercianti della nostra città che decidono di non abbassare le serrande nel mese abitualmente consacrato alle vacanze, cercando di capire le loro motivazioni e idee. Noi ad agosto ci saremo, voi raccontateci perché ci farete compagnia.
È stata una bella sorpresa, allora, ricevere il messaggio di Marco Tringale, neo gestore – il padre Roberto ha appena passato la mano ma rimane fedele presenza in negozio – del Newton Bar Tabacchi di via Oriani 91: «Siamo aperti per ferie da molti anni: dove andrebbe altrimenti il cittadino a pagare bollettini, biglietti del pullman e dei treni, F24, ricariche telefoniche, marche da bollo e tutti i bollettini postali? Gentili saluti dal nostro esercizio che la mia famiglia conduce da circa 50 anni. Auguri a tutti i vacanzieri».
In queste righe c’è un mondo che si è totalmente rivoluzionato con il tempo: fare il tabaccaio non significa più vendere solamente sigarette, sali e qualche caramella, ma fornire agli utenti una serie di servizi indispensabili per la vita quotidiana. Parola a Roberto a questo punto: «All’epoca di mio padre ci chiamavamo Bar Alfredo e la gente ci ricorda ancora così – racconta – Abbiamo quasi sempre tenuto aperto e non
solo d’estate: anche a Natale almeno mezza giornata la si fa. È una scelta che ha pagato e deriva dal modo in cui mio padre, sempre lui, ha inculcato a me e ai miei fratelli questa professione». La clientela estiva non manca mai, perché anche d’estate – d’altronde – bollette, F24 e bollettini vari sono da pagare, così come i biglietti (autobus e treni) si devono prendere e il telefono va ricaricato.
«I servizi che si sono aggiunti negli ultimi anni sono la cosa bella di questo mestiere – continua Roberto – Ci siamo migliorati, aggiornati, siamo stati con le antenne alzate per intercettare le novità. Lo scotto da pagare è la formazione: bisogna imparare ad usare i nuovi macchinari, non si può sbagliare a fare un bonifico. Insomma: essere tabaccaio non è più facile come una volta».
Ma certamente ne vale la pena: «L’agio non si conquista – conclude il signor Tringale – ma in tempi di crisi come questi conviene rischiare».













