Sul fronte del credito «è il momento di fare sistema: con “Credito in Cassa” ognuno deve fare la sua parte: uno strumento con il quale gli enti locali possono dimostrare al territorio la loro capacità nel saper ascoltare le imprese, intercettare i loro bisogni e agire per trovare una soluzione al problema della liquidità con il coinvolgimento di altri attori del territorio».
L’appello di Mauro Colombo, direttore di Confartigianato Imprese Varese si aggiunge a quello lanciato da Luca Barni, direttore della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, che ha chiesto ai comuni che non ancora non hanno aderito a “Credito in Cassa” le ragioni della scelta.
“Credito in Cassa” è infatti lo strumento approvato dalla Regione Lombardia per rimettere in moto l’economia grazie allo smobilizzo dei crediti scaduti e derivanti da forniture di beni, servizi o lavori delle imprese lombarde nei confronti degli enti locali: in tutto parliamo di un miliardo di euro per le imprese che vantano crediti nei confronti di comuni, unioni di comuni, provincie e comuni capoluogo di provincia.
«Un provvedimento – sottolinea Colombo – in grado di stimolare e aiutare le imprese del nostro territorio. Soprattutto quelle che rischiano la chiusura non per debiti ma per crediti verso gli enti locali. Rendere operativo il provvedimento, da parte dei comuni, non dovrebbe essere una scelta ma un atto con il quale riconoscere all’impresa il suo ruolo economico e sociale». Inoltre, aggiunge il direttore di Confartigianato «smobilizzare queste risorse attraverso “Credito in Cassa” è strategico non solo per sbloccare i pagamenti alle imprese, ma anche per sbloccare gli investimenti delle amministrazioni pubbliche sul nostro territorio».
Varese
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