Roma, 26 apr. (TMNews) – “Non tracciamo nessuno”: in una telegrafica dichiarazione apparsa su un forum di utenti Macintosh, Steve Jobs ha smentito la notizia secondo al quale gli iPhone e gli iPad immagazzinano su un file segreto luogo ed ora di utilizzo da parte dell’utente, per poi copiare i dati su un computer quando i due apparecchi vengono collegati.
Chiunque entri in possesso del cellulare o acceda al pc potrebbe quindi ricostruire un quadro dettagliato dei movimenti del propietario: sebbene le reti di telefonia mobile registrino
regolarmente le celle di aggancio degli apparecchi, per legge
le informazioni sono a disposizione solo della polizia e delle
altre autorità.
Jobs ha invece accusato indirettamente i cellulari che funzionano con il software Android di permettere la localizzazione degli utenti: accusa già respinta dalla Google, che ha precisato di avere accesso solo ai dati che il proprietario sceglie di voler fornire.
“Tutte le informazioni relative al tracciamento dell’utente sono
condivise in modalità opt-in (attivazione volontaria della
funzionalità da parte dell’utente) e non possono essere raccolte
se non quando l’utente sceglie di attivare la funzionalità in
un’applicazione che propone questo servizio” di geolocalizzazione, spiega l’azienda, che ammette tuttavia che
“alcuni dati legati alla localizzazione sono memorizzati sul
cellulare per un tempo limitato”.
Ogni dato geografico inviato ai server di Google tuttavia è “reso anonimo e non può essere legato in alcun caso ad un utente
particolare”: si tratta di dati “non trattati e che non possono
in alcun caso essere venduti a terzi”.
(con fonte Afp)
Mgi
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