Artù l’avvoltoio è tornato Per rivedere i suoi bebè

Artù l’avvoltoio è tornato
Per rivedere i suoi bebè

Capita che uccelli non comuni scappino dalle voliere, più raramente che vi facciano ritorno dopo aver assaggiato la libertà.

In questo caso il fuggitivo pentito si chiama Artù. Un avvoltoio-tacchino maschio che abita, a questo punto si può dire “per scelta”, nella voliera dello Zoo di Varese di via Macchi.

Lì a Bobbiate, è diventato padre di due nidiate di baby-avvoltoi, una le cui uova si sono schiuse lo scorso anno e una questo. È rarissimo che gli avvoltoi si riproducano in cattività, quando ciò avviene è perché l’habitat è particolarmente favorevole.

Artù ha tagliato la corda in un momento in cui la porta della sua voliera è rimasta aperta. Prima di tornare a casa è stato in giro circa due settimane.

Alla fine, per alcuni giorni, ha volato intorno al negozio disegnando i tipici cerchi in alto nel cielo, forse indeciso se riabbracciare la famiglia o rimanere libero.

Infine la scelta di scendere in picchiata verso la sua compagna e il piccolo avvoltoio che lo aspettavano ad “ali aperte”. Una prova di fedeltà, volendo caricare la vicenda di un po’ di romanticismo.

«Nella speranza che Artù tornasse avevo messo del cibo in alcune voliere vuote – ha spiegato l’allevatore, che aveva denunciato la scomparsa del pennuto alla forestale – Il giorno in cui l’avvoltoio è tornato, qui da me c’erano gli agenti della forestale che sono rimasti stupiti dalla scena che stava avvenendo sotto i loro occhi. È strano, infatti, che uccelli di quel tipo ritornino dopo due settimane».

Gli avvoltoi infatti coprono lunghe distanze, arrivando a percorrere anche 50 chilometri in un’ora. Possono vivere liberi anche alle nostre latitudini: solo in inverno avrebbero qualche difficoltà in più nel trovare il cibo (per saziarlo servono circa tre etti di carne al giorno).

«Gli avvoltoi non sono pericolosi per l’uomo e sono richiesti soprattutto dai falconieri che li addestrano per il gioco del piattino – continua Lamperti – Si tratta di un esercizio nel quale l’avvoltoio, grazie al suo olfatto, solleva il piatto sotto cui c’è il cibo».

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