Attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran, scatta lo stato di emergenza

Operazione “Il ruggito del Leone” su Teheran, esplosioni a Tel Aviv e rischio escalation regionale

Un attacco militare congiunto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha aperto una nuova e delicatissima fase di tensione in Medio Oriente.

L’operazione, denominata “Il ruggito del Leone”, è stata condotta via aria e via mare contro obiettivi a Teheran. Immediata la reazione iraniana, con esplosioni segnalate a Tel Aviv. «Risposta schiacciante», hanno fatto sapere da Teheran.

La notizia, diffusa nella mattinata di oggi 28 febbraio, ha avuto un impatto immediato sugli equilibri internazionali e ha portato Israele a dichiarare lo stato di emergenza.

L’operazione “Il ruggito del Leone”

Secondo quanto comunicato dalle autorità israeliane e statunitensi, l’attacco è stato portato avanti con un’azione coordinata via aria e mare.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato «lo stato di emergenza immediato in tutto Israele», mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rivendicato l’operazione parlando di autodifesa: «Ci difendiamo».

In un messaggio rivolto alla popolazione iraniana, Trump e il premier israeliano Benjamin Netanyahu hanno lanciato un appello politico: «Iraniani, ribellatevi contro il regime».

La risposta di Teheran

La reazione iraniana non si è fatta attendere. Da Teheran è arrivata la promessa di una «risposta schiacciante».

Poche ore dopo l’attacco contro la capitale iraniana, sono state segnalate esplosioni a Tel Aviv, interpretate come una prima risposta militare. Il rischio è quello di un’escalation regionale, con possibili ripercussioni sull’intero scacchiere mediorientale.

Le reazioni dall’Italia

Anche l’Italia segue con attenzione l’evolversi della situazione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato di monitorare con la «massima attenzione» quanto sta accadendo in Iran.

Secondo Crosetto, l’obiettivo dell’operazione sarebbe impedire a Teheran di dotarsi dell’arma nucleare: «L’idea, penso e mi auguro sia quella di costringere l’Iran a cambiare politica, a sedersi a un tavolo negoziale e desistere dall’idea di dotarsi di un’arma nucleare».

Il quadro resta in rapida evoluzione, con aggiornamenti attesi nelle prossime ore sia sul fronte militare sia su quello diplomatico.