Attori tra la gente a Varese In attesa di un film bosino

Attori tra la gente a Varese In attesa di un film bosino

VARESE È stato un appuntamento molto piacevole quello che nell’ambito di Varese Cinema 2010 ha visto riunite nuove e vecchie glorie del cinema varesino. Data la concentrazione di talenti sul palco di piazza del Podestà temevamo che la serata potesse essere dispersiva e invece no: diversi interventi sono stati interessanti e si sono toccati temi anche molto seri, come l’imminente taglio ai fondi della cultura (e del cinema) e le difficoltà nelle quali si dibatte la Lombardia Film Commission.Ma andiamo con ordine. Introdotti da Olga Comerio e stimolati dal giornalista Diego Pisati gli ospiti hanno parlato del proprio legame con la provincia, e ovviamente del loro lavoro. Attesissimo il ritorno di Lilli Carati che, in grande forma, ha raccontato di come si sia rifugiata nella sua città natale dopo avere a lungo vissuto altrove, per motivi professionali. I fratelli Castiglioni hanno raccontato curiosi aneddoti della loro importante esperienza come documentaristi per la realizzazione di “Africa ama”, commentato fuori campo da Alberto Moravia. Enrico Beruschi ha giocato volentieri il ruolo dell’infiltrato, lui milanese doc impegnato però come protagonista di un cortometraggio del varesino Ettore Imparato girato in corso Matteotti. Uno dei rari ruoli drammatici del comico di «Drive In», in un film che vide l’esordio davanti alla macchina da presa del giornalista Gianluigi Paragone. Tra le nuove leve della cinematografia locale (e per fortuna non solo locale) Elisabetta Pellini e Sarah Maestri. La prima, da tempo impegnata in produzioni non solo nazionali e in tanta fiction tv, esordì dopo un provino estemporaneo in un film con Massimo Boldi,

“Cucciolo”, in parte girato a Busto Arsizio. Sarah Maestri ha invece confessato di essere tra le autrici delle sceneggiature di una fiction tv, non ancora in produzione, intitolata «I delitti del lago», ispirata ai racconti di Piero Chiara (quelli più… noir) e da girare a Luino e sul Lago Maggiore. Anche il regista Mauro Campiotti ha tenuto a informare dell’imminente inizio di lavorazione di un film, titolo e contenuti top secret, ambientato in città.Antonio Marano, già direttore di Raidue e dirigente Rai, ha però costretto tutti gli entusiasti a confrontarsi con la realtà. Girare film nella nostra zona, e in tutta la Lombardia, ha costi enormi perché mancano sinergie, e la Lombardia Film Commission è poco competitiva rispetto a istituzioni simili di altre regioni. Applauditissimo Renato Pozzetto, “figlio della guerra” insieme a un altro milanese, Cochi Ponzoni, che conobbe da bambino a Gemonio dove entrambi erano sfollati e sono cresciuti. A gamba tesa è infine entrato il mattatore della serata, arrivato in ritardo come si conviene alle star: Massimo Boldi. Luinese, a lungo residente a Varese, Boldi ha rivelato particolari molto curiosi sulla sua giovinezza in città, quando insieme al fratello suonava in una band che aveva per rivale un altro gruppo nel quale militava Flavio Premoli, poi cooptato da Teo Teocoli per un complesso che sarebbe diventato il nucleo primitivo della PFM. Ad Antonio Marano il compito di concludere con un sogno nel cassetto: una fiction targata Rai dedicata al mitico Borghi e alla sua Ignis.Ulteriori approfondimenti sulla serata sul giornale in edicola oggi, domenica 27 giugno.

s.bartolini

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