Aurore Boreali d’autore accompagnano le future mamme in sala parto. Venti fotografie, scattate dal fotografo del National Geografic Sergio Pitamitz e stampate grazie al contributo del Ponte del Sorriso Onlus, fanno bella mostra nel corridoio che le partorienti percorrono prima di entrare nella sala parto dell’Ospedale Del Ponte.
In Svezia hanno un significato preciso: le Aurore Boreali sono considerate le voci degli antenati che parlano ai nuovi nati. Un tema più che mai azzeccato quindi, per arredare il corridoio del reparto che conduce alla vita. Un’idea del professor Fabio Ghezzi, direttore della Ginecologia e Ostetricia A del Del Ponte, che nasce «dal desiderio, fortemente perseguito nel mio reparto, di rendere l’ambiente più accogliente per le pazienti e i loro cari, ma anche per i dipendenti stessi, conferendo una dimensione più amena alla struttura di cura». Interventi per rendere l’ambiente più confortevole e gradevole non sono in contraddizione con il compito primario di garantire l’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, «ma fanno parte di quel processo di umanizzazione in ambito ospedaliero – sottolinea il direttore generale, Callisto Bravi -, che coinvolge in primis aspetti organizzativi e relazionali dell’assistenza, ma anche spetti di accoglienza e ospitalità». Un concetto ancor più valido se applicato in un reparto come quello di maternità, dove, nella maggior parte dei casi, non si assistono persone malate, ma si accompagnano le donne in un momento naturale della vita come il parto. Un momento spettacolare e indimenticabile come lo sono le Aurore Boreali, specialmente quelle footgrafate da Sergio Pitanitz già autore dell’iniziativa che nel 2009 portò ad abbellire il Cup e le pareti del reparto di Ostetricia con le fotografie della maternità nel mondo.













