Auto sfasciate in centro Varese: si cercano le altre vittime

Appello dei carabinieri dopo il raid vandalico del teppista inglese. Chi si è trovato con la macchina danneggiata faccia subito denuncia

Dopo il raid vandalico in centro è caccia alle vittime. I carabinieri della stazione di Varese hanno infatti già arrestato il responsabile dello scempio che sinora è toccato a 18 auto posteggiate tra via Cavour, via Luini, via Dandolo, via Como e via Puccini.

Il fatto è avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì e il vandalo che ha strappato tergicristalli, divelto specchietti retrovisori e mandato in frantumi finestrini è , 46 anni, inglese di nascita da sempre residente a Varese autore di una lunga serie di danneggiamenti, tra cui spicca l’incendio doloso di una Harley Davidson, aggressioni e molestie che sinora hanno colpito soltanto gli sfortunati vicini di casa. La folle notte di Says, però, ha lasciato sul campo anche vittime sconosciute. Le auto danneggiate sarebbero più di 18 ma al momento molte delle parti lese sono ancora sconosciute. Perché? Perché chi si è trovato con l’auto vandalizzata il mattino dopo non sempre ha saputo che il teppista era stato arrestato. I carabinieri, che hanno arrestato l’inglese in flagranza di reato, hanno ora davanti un lungo lavoro identificativo. Sulle auto vandalizzate con i proprietari non presenti in alcuni casi sono stati lasciati dei biglietti con l’invito a presentarsi in caserma per formalizzare la propria posizione. I carabinieri hanno ovviamente preso tutti i numeri di targa delle vetture che hanno individuato quali “vittime” del passaggio di Says e ora stanno procedendo ad identificarne i proprietari attraverso la Motorizzazione Civile. Un lavoro lungo, tra l’altro.

Per sveltire tutto l’iter scatta quindi l’appello: chiunque venerdì mattina si sia ritrovato con l’auto sfasciata dopo averla posteggiata in città contatti i carabinieri. Non è infatti ancora chiaro il raggio d’azione di Says: le vie segnalate sono quelle dove i militari hanno trovato le auto danneggiate. Ma potrebbero essercene altre i cui proprietari potrebbero non aver collegato i fatti. Insomma la domanda alla quale rispondere è: quante sono le vittime di Says? Forse più della ventina sinora individuate. Il pubblico ministero , titolare dell’inchiesta, ha deciso, in virtù della mancata identificazione di molte delle parti lese, di non chiedere la convalida dell’arresto per direttissima ma di mandare Says davanti al Gip. In modo da poter chiudere la vicenda collegata all’arresto in flagranza del quarantaseienne ma di avere in seguito la possibilità di concentrarsi sull’esistenza di nuove parti civili aggiornando così lo stato “dell’arte” relativo alle imprese di Says. L’uomo in realtà soffre di problemi comportamentali connessi alla dipendenza da alcol. Inizia e abbandona terapie da anni. E quando ricade nel vizio Varese di solito passa una brutta nottata.