VARESE "Un’infrastruttura straordinaria, dal costo non indifferente di 400 milioni di euro, pensata per servire tutto il territorio. Un segnale di grande attenzione per la città di Como e per la sua provincia da parte di Regione Lombardia, che sta spendendo 11 miliardi di euro in infrastrutture in due anni, dando lavoro a migliaia e migliaia di persone". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in occasione dell’inaugurazione del cantiere della terza corsia dell’autostrada A9, Lainate – Como Grandate, avvenuta oggi a Turate, alla presenza del vice ministro per le Infrastrutture, Roberto Castelli, del presidente di Anas, Pietro Ciucci, e dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci."Un’opera di grande valore anche dal punto di vista del contrasto alla crisi economica – ha sottolineato Formigoni – perché creare migliaia di posti di lavoro, come avviene in questo caso, significa dare a decine e decine di aziende la possibilità non solo di vivere, ma anche di prosperare e andare avanti".I lavori di ampliamento della terza corsia della A9 copriranno un tratto di 23 chilometri e comprenderanno anche l’adeguamento delle interconnessione con l’A8 Milano-Varese. E’
prevista inoltre, in base a una prescrizione di Regione Lombardia, l’ampliamento alla quinta corsia tra la barriera di Milano Nord e l’interconnessione di Lainate. La fine dei lavori è prevista per il novembre 2012, ma il presidente Castellucci ha prospettato la possibilità che l’infrastruttura venga consegnata con 6 mesi di anticipo.Il presidente Formigoni ha anche sottolineato che in Lombardia non si stanno aprendo solo autostrade: "Stiamo compiendo interventi su decine e decine di strade a viabilità ordinaria, su reti ferroviarie, penso all’Arcisate – Stabio presentata venerdì, ma anche ai miglioramenti che stiamo apportando alle linee per i pendolari; poi stiamo costruendo 10 nuovi grandi ospedali. Abbiamo potuto fare tutto ciò grazie al metodo lombardo, che prevede l’assunzione di responsabilità da parte di tutti. A questo proposito penso che non sia più necessario che alcune procedure passino dal Ministero o dal Cipe. Se si tratta di opere esclusivamente regionali o se non vengono utilizzati fondi statali, come nel caso di Brebemi, la valutazione d’impatto ambientale o la valutazione ambientale strategica si potrebbero fare a livello regionale, risparmiando tempo e compiendo un ulteriore passo verso il federalismo infrastrutturale".
e.marletta
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