Autopsia sui tre ragazziIn cerca dei perché

Autopsia sui tre ragazziIn cerca dei perché

VARESE Eseguite a tempo di record: le autopsie sui resti dei tre poveri ragazzi sono terminate venerdì poco dopo mezzogiorno, appena quattro ore dopo l’apertura delle operazioni. Mantenuto l’impegno con i familiari, che avevano chiesto di poter svolgere le esequie, insieme, il giorno dopo nella basilica di San Vittore. I periti, guidati dal medico legale Marco Motta, l’esperto indicato dalla procura di Varese, hanno eseguito prelievi di tessuto dalla salma di Luca Vilardi, per il quale è stato chiesto l’esame tossicologico: i risultati arriveranno nelle prossime settimane. Il quesito che il pm Massimo Politi ha sottoposto al medico riguarda anche la causa di morte dei tre ragazzi: ovvero se fossero ancora vivi, o meno, dopo il ribaltamento della Fiat Punto sulla quale viaggiavano. Peraltro, proprio su questo punto le testimonianze dei due sopravvissuti, Odoardo Girardi ed Eride Lonati, interrogati dalla polizia stradale su delega

del pubblico ministero, hanno fatto mettere a verbale quello che hanno continuato a ripetere in questi giorni ai giornali: e cioè che Paolo Dal Fior, Andrea Minonzio e Luca Vilardi erano ancora vivi, imprigionati all’interno della Fiat Punto ribaltata, prima che piombasse su di loro la Mitsubishi Grandis di Giancarlo Trabucchi, l’avvocato milanese (con studio nella nostra città), indagato per omicidio plurimo colposo, aggravato dalla circostanza di guidare sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Una circostanza, quest’ultima, non dimostrata, ma che è formale conseguenza, a norma di legge, del suo rifiuto di sottoporsi al prelievo del sangue disposto dal pubblico ministero. La richiesta, però, gli è stata avanzata non la sera stessa dell’incidente, quando Trabucchi venne portato all’ospedale di Gallarate per le cure, ma il mattino dopo, dopo che a mezzanotte venne dimesso, e dopo essersi sottoposto all’alcoltest, esame che ha dato esito negativo.

s.bartolini

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