All’ospedale di Circolo, per la prima volta in Italia, è stata utilizzata la tecnica “a fluorescenza” durante un intervento su un paziente cinquantenne affetto da una rara dilatazione dell’arteria renale.
Si tratta di una metodica che permette di identificare con uno speciale fascio di luce le strutture vascolari e confermare la corretta vascolarizzazione del rene aumentando così i margini di sicurezza della procedura, mai utilizzata al mondo per questo tipo di intervento: un aneurisma dell’arteria renale.
L’intervento, durato oltre dodici ore, è stato effettuato da due équipe chirurgiche dell’Università dell’Insubria.
«La gravità del caso era legata alla probabile e improvvisa rottura dell’aneurisma», spiega il professor , direttore del Centro Ricerche in Chirurgia Mini-invasiva dell’Università dell’Insubria, e dirigente medico presso la Chirurgia Prima del Circolo.
Il paziente oggi sta bene, il rene re-impiantato è perfettamente funzionante e sarà dimesso a breve: «Si è trattato di un intervento eccezionale – spiega Boni – prima di tutto perché si è riusciti a “salvare” il rene». Infatti, spesso in situazione del genere, il paziente deve essere sottoposto all’asportazione del rene. Inoltre perché si è effettuato l’autotrapianto con tecnica mini-invasiva.
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