Avellino paga e preleva Vitucci Indimenticabile o da dimenticare?

Frank Vitucci non è più l’allenatore di Varese. La giornata di ieri, finalmente, ha messo la parola fine su una telenovela che si è trascinata per troppi giorni e che ha stufato un po’ tutti.

Alla fine Avellino ha ceduto di fronte al muro tirato su dai dirigenti biancorossi, che per liberare il tecnico veneto hanno preteso una buonuscita sostanziosa. Silenzio assoluto sulle cifre, con le due società che non hanno confermato o smentito le notizie uscite nei giorni scorsi. Ma è presumibile che l’accordo sia stato raggiunto attorno ai 60mila euro, ai quali si aggiungono i premi playoff che spettavano a Vitucci ai quali il coach ha rinunciato (si ipotizza 40mila euro lordi). Ora il coach degli “indimenticabili” è libero (ieri sera l’accordo verbale, questa mattina le firme) di accettare il ricchissimo biennale offertogli dal patron irpino De Cesare. L’ultimo scoglio, l’ultima piccola differenza da limare, è svanito nella serata di ieri: le linee telefoniche roventi sull’asse Avellino-Varese si sono ammorbidite, e hanno portato a una stretta di mano virtuale.

Negli ultimi giorni siamo stati alla finestra: abbiamo raccontato quello che stava accadendo, ci siamo trovati a gestire notizie che si rincorrevano e notizie che si smentivano l’una con l’altra. Non abbiamo preso posizione, e ora è arrivato il momento di farlo.

Comprendiamo la scelta di Vitucci, non tutti sono capaci di dire di no ai soldi che ti sistemano per la vita e ti fanno andare a letto tranquillo. Non ci mettiamo a fare i conti in tasca a nessuno, continuiamo a ritenere Frank un ottimo allenatore soprattutto in prospettiva (certo: non uno da 250mila euro l’anno, ma questi non sono problemi nostri). E soprattutto continuiamo a ringraziarlo per una stagione meravigliosa e per un anno fatto di rispetto e fiducia. Certo: non ce l’aspettavamo. Eravamo certi che lui, Frank, sarebbe stato uno dei punti fermi sui quali continuare a costruire: perché Varese non regala nulla a nessuno e quella piazza piena ad applaudire una squadra sconfitta era qualcosa che meritava un seguito diverso.

Non ci è piaciuto l’epilogo (perché stimiamo Vitucci, mica per altro), ma soprattutto non ci è piaciuto quello che ha preceduto l’epilogo.

Non ci è piaciuto sentire che il patron di Avellino festeggiava con i tifosi la firma del coach quando ancora non c’era nessun accordo con Varese, non ci è piaciuto il tira e molla durato troppi giorni, non ci è piaciuto il silenzio.

Auguriamo a Frank ogni bene dal punto di vista umano, a lui e alla sua splendida famiglia: ma da oggi, Vitucci è un avversario. E non un avversario qualunque. E al Frank avversario auguriamo che gli capiti quello che è capitato a tutti quelli che se ne sono andati da Varese. Che hanno ripensato a quello che è stato e a quello che sarebbe potuto essere: e si sono resi conto che nella loro carriera resterà per sempre una pagina vuota.

Per Varese, ora si apre una pagina nuova. Come abbiamo avuto modo di dire più volte, gli insostituibili si chiamano Vescovi, Coppa, Lo Nero, Ferraiuolo e Giofrè: non Vitucci.

Arriverà un nuovo allenatore, e si proverà a continuare su quel percorso iniziato qualche anno fa: percorso che dopo questa stagione meraviglioso non dovrà cambiare di una virgola. Gli uffici di piazza Monte Grappa nei giorni scorsi sono stati teatro di colloqui che sono serviti a Cecco Vescovi per trovare il nome del successore di Vitucci. La rosa dei nomi pare essersi ristretta a due (e mezzo). I coach che hanno incontrato il presidente biancorosso sono l’ex assistente di Scariolo a Milano, Fabrizio Frates, e il senese Griccioli lo scorso anno sulla panchina di Casale in LegaDue. L’esperienza contro la gioventù, con un possibile outsider che potrebbe tornare d’attualità: perché sembra essere calda anche la pista che porta al romano Marco Calvani, finalista con la sua Acea che però non lo confermerà. Si tratta di attendere davvero qualche giorno: poi, finalmente, si inizierà a costruire la squadra che dovrà far dimenticare gli indimenticabili.

Varese

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