«Avevo un cancro e sono crollata Adesso dico grazie per l’aiuto a Caos»

«Avevo un cancro e sono crollata
Adesso dico grazie per l’aiuto a Caos»

In questo periodo in cui si parla spesso di sanità in maniera negativa, Beatrice Bottelli, guarita dal cancro, vuole raccontare la sua esperienza positiva.

«A volte davanti a certe situazioni si entra in una sorta di sconforto totale, di tanti dubbi, la propria mente si ubriaca di pensieri negativi e tanta paura di non riuscire a convivere con certe realtà».

Non è facile a 39 anni sentirsi dire di avere un cancro, «lo stesso che anni prima era stato diagnosticato a mia madre. Il mondo ti si stravolge, ti cadono le certezze su cui avevi fatto fondamenta della tua vita. Io, però, posso sostenere a voce alta di avere avuto tanta fortuna in tutto questo , perché oltre ad avere un marito e due figli (all’epoca bambini) che mi sono stati vicini in maniera ho incontrato dell’associazione Caos. con la quale ho potuto scambiare incertezze e paure, chiedere consigli ed informazioni e tante volte anche assillarla nei momenti di grande angoscia».

Patrini è infatti la presidente e fondatrice dell’associazione Caos Onlus – Centro ascolto operate al seno, che offre un servizio di affiancamento alle donne colpite dal carcinoma mammario, prima, durante e dopo il percorso di cura della malattia.

«Dietro a questa donna c’è un’associazione di grandissimo aiuto per molte persone è un punto di riferimento forte, sia dal punto di vista medico perché lavora in team con i centri di senologia degli ospedali della nostra provincia, ma soprattutto psicologico. Spesso Adele mi diceva: “Il cancro va tolto dalla testa oltre che dalla mammella” e per far questo mi aiutava ad andare al cuore delle cose: Adele e tutti quelli che mi hanno curato sono stati la mia energia».

All’ospedale di Circolo di Varese, dove Beatrice é stata curata, la donna ha incontrato un’organizzazione di grande supporto, con personale medico-infermieristico-volontario veramente eccellente: «A tutti loro va la mia profonda gratitudine».

«Un grazie particolare va alle dottoresse Carnevali e Tibiletti, per aver condiviso in maniera professionale ed umana il percorso della ricerca di mutazione genetica, alla quale mi sono sottoposta per timore che il mio tumore fosse ereditario: questo mi preoccupava molto per il destino della mia famiglia».

Questa accoglienza eccellente ha dato a Betarice una «assoluta sensazione di sicurezza perché, qualunque sarebbe stato l’esito, io non mi sarei mai trovata sola».

«Ancora una volta Caos era al mio fianco perché ho scoperto che la possibilità di fare il test genetico, era data da una borsa di studio per la dottoressa Carnevali che Caos donava all’ospedale di Varese dal 2008 grazie alla Provincia di Varese. Adesso sono guarita e vorrei che questa mi testimonianza, che affido a tutti voi con grande emozione, aiuti tante donne a guarire».

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google