Avvocatessa accusata di truffa. Presunte vittime a quota tredici

L’indagine - Dopo la perquisizione nello studio della professionista, altri quattro casi. E due clienti la denunciano

Avvocatessa accusata di truffa: le presunte vittime raddoppiano. A fine aprile gli agenti della Digos avevano eseguito una perquisizione nello studio della professionista, varesina di 55 anni, sequestrando parecchio materiale. Da quei sequestri sarebbero emersi quattro nuovi casi da sommarsi ai sette già denunciati da clienti che hanno accusato l’avvocatessa di averli raggirati e truffati. Non solo: oltre ai quattro nuovi presunti gabbati individuati dalla procura praticamente all’insaputa degli stessi, altri due assistiti si sono rivolti all’autorità giudiziaria denunciando la professionista. In tutto le presunte vittime salgono da sette a 13. E potrebbe non essere finita: l’autorità giudiziaria si appella a tutti coloro che credono di essere stati ingannati a segnalare o denunciare l’accaduto. Secondo quanto denunciato e verbalizzato dagli assistiti dell’avvocato, la professionista veniva pagata con “cospicue somme di denaro” ma non erogava alcuna regolare ricevuta. A giustificazione delle parcelle, spiega la questura di Varese, l’avvocato mostrava atti giudiziari rivelatisi poi contraffatti o associati a procedimenti totalmente inesistenti. La contraffazione degli atti giudiziari, tra i quali compaiono anche quattro sentenze civili, è stata certificata dagli uffici del tribunale: gli stessi giudici, la cui firma compariva in calce alle sentenze in questione ne hanno disconosciuto la paternità in modo assoluto. In base alle testimonianze degli assistiti la professionista avrebbe cambiato

l’esito di alcuni procedimenti facendo credere al cliente di aver vinto la causa, quando invece l’esito del procedimento era stato a lui sfavorevole. Sempre secondo quanto sostenuto dall’autorità giudiziaria, l’avvocatessa avrebbe utilizzato per il “recupero crediti” un ex cliente con precedenti penali. Un modo poco ortodosso, e a quanto pare anche poco gentile, di ottenere i pagamenti. Durante la perquisizione è stata sequestrata varia documentazione che è stata successivamente consegnata alla guardia di finanza. Le Fiamme Gialle si occuperanno di un secondo filone d’inchiesta relativo a eventuali reati fiscali.L’avvocato è già stata interrogata dal giudice delle indagini preliminari davanti alla quale si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il pubblico ministero , che coordina l’inchiesta, ha chiesto la misura della temporanea interdizione nei confronti della professionista: la decisione del giudice è attesa a giorni. Secondo la richiesta del pm l’avvocatessa non potrà più esercitare quanto meno sino alla conclusione delle indagini. C’è attesa anche per eventuali interventi da parte dell’Ordine degli avvocati di Varese. Nel dicembre scorso erano già stati presentati alcuni esposti contro la professionista dagli stessi clienti che l’hanno poi denunciata all’autorità giudiziaria. Secondo indiscrezioni gli esposti, al pari delle denunce, starebbero aumentando. L’Ordine potrebbe decidere per un provvedimento sospensivo in attesa che la vicenda si chiarisca.