VARESE Il ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione è un problema non nuovo: oltre la metà delle piccole imprese in Italia subisce rinvii di oltre due mesi nei pagamenti dagli enti pubblici. Difficile lavorare con questi tempi. Impossibile se i pagamenti si bloccano del tutto.La colpa? «Certamente influisce il Patto di Stabilità» ammette Franco Colombo presidente di Confapi Varese «ma
anche l’ultima finanziaria ha reso ancora più difficile il reperimento delle risorse». Così si aggiungono problemi nuovi a vecchi disagi, spiega Colombo «la sofferenza, da parte delle imprese era annunciata da tempo: aziende come quelle di impiantistica, idraulica e così via hanno molti crediti nei confronti della pubblica amministrazione e non riescono ad incassare e dunque proseguire nelle loro attività».
Ma è anche vero che i Comuni hanno le mani legate, ammette Colombo «da parte loro non c’è una cattiva volontà, ma un’impossibilità a pagare pur avendo i soldi in cassa». Ed è questo quello che fa più arrabbiare, spiega il presidente di Confapi: «E’ una situazione al limite dell’assurdo e per colpa di un tecnicismo le aziende loro clienti sono al limite del collasso». Pagare i pasti alla scuola o i crediti alle aziende non deve essere la scelta per i Comuni. E Confapi sta lavorando a proposte concrete, anticipa Colombo: «In attesa del Decreto Sviluppo abbiamo proposto di stanziare un fondo di garanzia con i beni sequestrati alla malavita per aiutare i Confidi ad aiutare le imprese anche nel recupero dei crediti verso la pubblica amministrazione». Un modo per reperire nuove risorse: «Abbiamo poi proposto l’emissione di buoni di Stato garantiti dai beni artistici inutilizzati» aggiunge Colombo.
Il servizio completo su “La Provincia di Varese” di domani, giovedì 6 ottobre 2011.
e.besoli
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