In tutto 4.049 reati denunciati ogni 100 mila abitanti in provincia di Varese: negli ultimi 12 mesi secondo i dati del ministero dell’Interno sul nostro territorio sono stati commessi quasi 36mila illeciti.
E Varese è in posizione numero 44 della graduatoria “sicurezza” stilata a livello nazionale dal ministero facendo segnare un incremento dello 0,28% dei reati denunciati rispetto all’anno precedente. In aumento in modo particolare i furti ai danni degli esercizi commerciali, le rapine sulla pubblica via, le estorsioni, le truffe telematiche, lo spaccio di droga e le violenze sessuali.
Come il trend nazionale
Il territorio rispecchia fortemente il trend nazionale dove l’aumento di reati ha fatto registrare un incremento “soltanto” dell’1,3%. Anche le tipologie dei reati in crescita sul territorio varesino rispecchia il quadro nazionale.
Eccezion fatta per i reati di violenza sessuale (in crescita del 26% secondo le statistiche dell’Arma dei carabinieri) e dello spaccio di droga (che fa segnare un più 11,59%), gli altri illeciti sono fortemente collegati alla crisi. Ad esempio calano le “grandi rapine”) con bottini da migliaia di euro (i colpi ai danni di banche o uffici postali sono calati del 33,33% negli ultimi 12 mesi), ma aumentano le così dette rapine sulla pubblica via”.
Ovvero scippi finiti male, dove la vittima cade a terra ferendosi, ma soprattutto colpi mordi e fuggi che a Varese hanno visto decrescere in modo esponenziale l’età di autori e vittime. Il fenomeno della baby gang si sta radicando sul territorio: ragazzini, spesso minorenni, che minacciano e malmenano coetanei per farsi consegnare pochi spiccioli, vestiti di marca ma soprattutto i telefoni cellulari.
Grande distribuzione
Più sono all’avanguardia, più sono ambiti. E ancora scende il numero generale dei furti (-3,45%) e sono 4.012 quelli denunciati ai carabinieri negli ultimi 12 mesi in tutto il territorio, ma aumenta la percentuale dei furti messi a segno all’interno di esercizi commerciali: più 9,27%. Nel 90% dei casi ad essere prese di mira sono le grandi catene di distribuzione: i ladri rischiano condanne pesanti per sottrarre cibo, bevande, prodotti per l’igiene personale o capi di abbigliamento.
Merce che viene rubata non per essere ricettata ma per essere consumata dagli autori del colpo. L’ultima frontiera, vista la continua evoluzione dei sistemi antifurto e antitaccheggio sempre più efficienti, vede i ladri disperati consumare il cibo all’interno del supermercato preso di mira nella speranza di farla franca.
Infine le estorsioni aumentate del 23%: anche in questo caso l’incremento parrebbe dettato dalla crisi socio-economica che attanaglia il territorio.
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