VARESE Chi sbaglia paga, e i costi sono suoi. Oppure del preside responsabile della scuola. E’ la novità preannunciata dalla Provincia per le scuole superiori, o più precisamente per quanto contengono. «Intollerabile», ha chiarito l’assessore Gianfranco Bottini, «che dopo una settimana che mettiamo i banchi nuovi siano già rovinati e che la maleducazione dei ragazzi venga pagata da tutti. I ragazzi sono ragazzi e si può capire,
ma è il modo di essere autoritari di chi gestisce che fa la differenza». Prova ne è che andando a rilevare l’esborso della Provincia nel dettaglio, si è visto che nelle scuole più grosse, 1.400-1.500 ragazzi, la spesa per il ricambio degli arredi è la più bassa. Così la Provincia ha detto basta agli sprechi pubblici per colpa di qualche maleducato e si è accordata con il provveditorato.
I costi che la comunità sostiene, attraverso la Provincia, d’altra parte sono piuttosto alti. E’ stato annunciato proprio ieri il finanziamento di 332 mila euro soltanto per l’acquisto degli arredi quest’anno che sarò distribuito tra le 33 scuole. «E’ una cifra importante sostenuta dalla Provincia per la vita quotidiana, comprende dalla carta igienica ai banchi – spiega Bottini – Per tenere le cose in una condizione accettabile noi ci mettiamo i soldi ma se le cose vengono danneggiate a questo punto qualcuno deve pagare, o il dirigente con i suoi fondi o andando a prendere chi ha fatto il danno». La questione di fondo per l’assessore è l’educazione, unico sistema per prevenire invece di curare. «Sono andato a visitare le scuole e mentre parlavo con un professore ho visto che c’era una porta scardinata. Lui indifferente come se fosse la cosa più normale del mondo. Le scuole non devono essere solo un bel contenitore, bisogna curarle anche all’interno ma non è giusto che si sprechino i soldi di tutti».
Lo stesso discorso vale sulle cifre ben più alte che Villa Recalcati sottrae alle manutenzioni sul territorio provinciale per i 4.215 studenti che arrivano dall’esterno. Si tratta di 1 milione e 140 mila euro che la Provincia spende per i 1.800 studenti residenti nel comasco, i 1.600 del milanese e gli 850 di Monza. «Abbiamo aperto un tavolo Upel con le altre province lombarde per creare una stanza di compensazione», annuncia Bottini. «I nostri istituti sono appetibili e per questo sono spese che sosteniamo ben volentieri, ma le tasse che pagano le mamme e i papà di questi ragazzi vanno alla spesa corrente di altre province mentre il conto per i ragazzi è tutto a carico della gente di Varese». Prendere contatti con le rispettive province finora non ha portato a niente. «Sto cercando da tempo di arrivare al dunque ma quando c’è da cacciare qualcosa si tirano indietro tutti. Con Como c’era una convenzione che è scaduta, a Milano ci fanno dei grandi sorrisi e un caffè molto buono ma questo è tutto. Ci hanno scassato le scatole con questa sussidiarietà, va bene, l’abbiamo messa in pratica, ma adesso parliamo di federalismo. Non vogliamo fare questioni nelle zone di confine con le altre province, però i conti vanno fatti e 1,2 milioni al’anno sottratti al Varesotto non sono pochi».
f.tonghini
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