Batosta per due pensioni su tre A Varese più poveri in 150mila

Batosta per due pensioni su tre A Varese più poveri in 150mila

VARESE Unanime il giudizio espresso dal sindacato sulla manovra varata dal governo e sulla riforma delle pensioni: «È del tutto iniqua» commentano in coro la Cgil, Cisl e Uil varesine. E annunciano una serie di manifestazioni unitarie per protestare contro la manovra e chiederne la correzione: nei giorni scorsi il primo presidio davanti alla Regione, questa mattina un nuovo presidio davanti alla prefettura di Varese per poi proseguire lunedì 12 dicembre con un nuovo sciopero. Una riforma «dalla portata molto pesante e del tutto inaccettabile» dichiara Umberto Colombo, segretario provinciale della Spi-Cgil varesina, il sindacato dei pensionati «perché porterà a un forte impoverimento di persone già povere». Qualche calcolo può rendere l’idea della portata della manovra tanto contestata dai sindacati: tutti coloro che al 31 dicembre di questo anno percepiscono una pensione superiore ai 937 euro non riceveranno alcun adeguamento all’inflazione. Secondo le stime sono quasi 250mila i pensionati nella nostra provincia e oltre 96mila persone percepiscono pensioni intorno ai mille euro: pensione da ricchi per lo Stato. La manovra andrà infatti a colpire le pensioni al di sopra dei fatidici 937 euro, alle quali è chiesto un contributo di solidarietà: circa 92mila (che prendono ora fino a 936 euro) otterranno la rivalutazione, ma più di 154mila persone subiranno l’effetto della de-indicizzazione, in pratica quasi due terzi dei pensionati saranno colpiti dal provvedimento. «I nostri patronati sono pieni zeppi di persone che ricevono pensioni di questo genere e in questi ultimi anni gran parte di queste se ne vanno anche per aiutare figli o nipoti rimasti senza lavoro» racconta Colombo. Non è una sorpresa sentire che i genitori aiutano i figli «specie in questo periodo difficilissimo» dichiara il segretario di Spi «e ora si ritroveranno tutti ancora più poveri». Senza contare poi, aggiunge Colombo «che è assurdo chiedere ai lavoratori di stare più anni in azienda quando non c’è lavoro».Una situazione davvero complessa e anche dolorosa da gestire, aggiunge Marino Pattini, segretario provinciale di Fnp-Cisl: «Oltre a essere pesantemente colpiti dalla

de-indicizzazione i pensionati si troveranno anche a pagare l’Imu, perché oltre l’80% di loro è proprietario di casa». Facciamo dunque quattro conti nelle tasche dei pensionati: «Si ritroveranno tutti più poveri – spiega Pattini – con molti meno soldi a disposizione, che si tradurrà in minori consumi». Altro che misure a sostegno dello sviluppo commenta Pattini «il tenore di vita si abbasserà inesorabilmente e se i consumi non possono ripartire neppure l’economia tornerà a girare». E a tutto questo si aggiunge poi un’altra preoccupazione, spiega il segretario varesino di Fnp: «Anche l’annuncio sui tagli alla sanità ci mette in allarme, perché sappiamo bene che sono proprio i pensionati e gli anziani a usufruirne di più e saranno ancora loro ad esserne colpiti se dovesse andare in porto questa parte di manovra».Un danno sociale dunque la revisione delle pensioni concepita in questo modo, dichiara Pattini «una misura che non possiamo non contestare quando ci sentiamo dire che mettere in campo una patrimoniale era complicato e difficile». A pagare sono sempre i soliti noti conclude Pattini: «Troppo comodo far cassa sui pensionati, va bene il rigore per appianare i conti, ma ci vuole più equità». E sull’ingiusta formulazione di questa parte della manovra si aggiunge anche il giudizio di Alfonso Giammarino, segretario provinciale di Uilp-Uil: «Andava concertata con le parti, invece è andata direttamente a colpire le classi più deboli anziché i grandi patrimoni e gli evasori». Nulla è stato fatto per creare invece nuovi posti di lavoro, aggiunge Giammarino: «Anzi, è una manovra recessiva che andrà a contrarre ulteriormente i consumi». E così partiranno le manifestazioni che, annunciano i sindacati, saranno molte: il presidio di stamattina è convocato anche da Fiom, Fim e Uilm di AleniaAermacchi che per la giornata di oggi hanno proclamato uno sciopero di quattro ore proprio per protestare contro la manovra, «una manovra finanziaria che fa piangere anche il governo» scrivono. «Una manovra che colpisce lavoratori dipendenti e pensionati» e che dunque «deve essere fermata». Silvia Bottelli

s.bartolini

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