Batterio killer/ Sale a 22 numero morti in Europa, 21 in Germania

Batterio killer/ Sale a 22 numero morti in Europa, 21 in Germania

Roma, 5 giu. (TMNews) – Il bilancio globale delle vittime del
batterio Eceh e delle sue complicanze – principalmente la Shu,
sindrome emorragica uremica – è di 22 morti in Europa, di cui 21
in Germania: è quanto riferisce il Centro Europeo per il
Controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc).

Nei Paesi membri dell’Ue sono stati riscontrati 1.605 casi di
infezione da Eceh e 658 di Shu, rispettivamente 328 e 197 in più
rispetto alla giornata di ieri; la maggiro parte delle infezioni
di registra in Germania, con 1.536 casi di Eceh; nuove infezioni
sono state riscontrate tuttavia in Gran Bretagna, Danimarca e
Svezia.

Ieri, è stato smentito il primo caso sospetto in Italia, a Merano, dove un turista tedesco è stato ricoverato con una infezione intestinale di altro tipo. L’allarme era stato lanciato dal quotidiano locale “Dolomiten”. Il paziente – ha riferito l’ospedale – ha una infezione intestinale di altro tipo.

Il ceppo della malattia è stato identificato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) in una forma rara di Escherichia coli, lo “0104:H4”, già conosciuto, ma per la prima volta trasformato in epidemia. Il vettore di contaminazione, tuttavia, resta ancora sconosciuto. Il batterio colpisce soprattutto le donne. Troppo rapidamente sono stati accusate le verdure. Secondo il laboratorio europeo di riferimento per l’Escherichia coli (E.coli), le analisi non permettono di affermare che questi alimenti siano all’origine dell’infezione. “L’allarmismo verso il consumo di verdure è ingiustificato”, ha affermato in un comunicato il laboratorio, che ha sede all’Istituto superiore della Sanità a Roma, sconsigliando inoltre l’uso di antibiotici.

Ma l’allarme per il batterio killer non si attenua. Oggi il Qatar ha vietato l’importazione di cetrioli, pomodori e lattuga, provenienti dalla Spagna e dalla Germania. Lo riferisce il Consiglio supremo di Doha.

Aqu

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google